Le donne e le collezioni make up special edition

Le donne e le collezioni make up special edition

A volte le cose più semplici sono quelle a cui si presta meno attenzione.

Pensate all’espresso al mattino: è la cosa più normale del mondo, fino a che non siete all’estero e, ciò che fino al giorno prima vi era parso scontato, diventa l’ambito oggetto del desiderio.

Il suo essere praticamente introvabile vi spinge alla sua ricerca, manco fosse il Santo Graal.

Chiaramente paghereste quel caffè anche due euro perché, al mattino si sa, ci vuole!

A pensarci bene il rapporto delle donne con il make up in edizione speciale e tiratura limitata segue le stesse leggi del caffè all’estero.

L’uscita di una collezione speciale potrebbe non far dormire una beauty addicted, per la foga di accaparrarsi l’ultimo illuminante Mac, edizione Mariah Carey, nel suo lussureggiante pack, anche se fosse l’ultima delle cose che utilizza.

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foto credits: Pinterest

Eppure diventa indispensabile. L’ennesimo orgoglioso feticcio esibito a prender polvere.

Per collezionismo non c’è niente che non lo diventi, anche quando palette di ombretti ne avete già 15 e il vostro trucco standard è kajal ed eyeliner.

Ma vuoi non possedere la Peach Too Faced, col suo inebriante profumo di pesca?

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Dimenticavo: dopo aver straziato i cuori delle donne , disposte a pagare anche le spese di dogana per averla, considerati i pareri positivi del web, è entrata qualche mese dopo, con successo, nella collezione continuativa.

Ma serve, è ovvio.

Perché quel corallo shimmer mi manca e d’estate farebbe un gran figurone, e in fondo non c’è motivo di spendere 39 euro, per un blush benefit, se con 59 posso avere un’intera palette che lo contiene.

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la amo!!

Lo dicevano anche i latini: abbondare è meglio che deficere (anche se di blush ne sarebbe servito uno all’origine)!

E se poi non lo trovo?

Le leggi del marketing regolano questo evento: informare sulla preziosità di un oggetto, destinato a finire sold out in breve.

Un’attesa per di più anticipata da una lunga aspettativa, tesa a sublimare l’attimo della verità: ne sarà valsa davvero la pena?!

E soprattutto ma ciò che è distillato in special edition davvero non appartiene già  alla collezione permanente?

Forse pochi sanno che molte, in realtà, contengono la crème de la crème delle collezioni perenni.

Un esempio? L’ultima L’Oreal Paris della bella e la bestia, dal delizioso pack (ovviamente da collezione) non propone niente che non sia già venduto tra le file dei Color riche, anche se, vestiti a nuovo, per averli dovrete rivolgervi ad  Amazon ( La rosa ad esempio corrisponde al numero 335 Carmin Sain Germain, ma si trova in esclusiva su Amazon, continuamente sold out).

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cerco da un mese la Rosa (ma è sold out su Amazon)

Ma ciò, mi rendo conto, non basta a far svanire l’avido desiderio di possesso e interrompere, tragicamente (per chi le progetta), la rete del marketing, all’interno della quale cadiamo con prevedibile puntualità.

C’è una cosa che ogni donna (e no, non ho detto solo beauty addicted) non sopporterebbe: aver rinunciato ad un pezzo da collezione imperdibile (che questa volta ovviamente non riproporranno) che un’altra donna ha e le conferisce quell’allure… Speciale!

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