I prodotti beauty che non possiamo lasciarci scappare coi saldi a prezzi veramente low cost

I prodotti beauty che non possiamo lasciarci scappare coi saldi a prezzi veramente low cost

Non c’è soddisfazione più grande per una make up aholic di portare  a termine dei super affari con i saldi, ma non per il gusto di risparmiare, quanto di comprare il doppio delle cose spendendo la stessa cifra.

Anche perché diciamocelo: una beauty addicted non smette mai di ricercare (e trovare ovviamente) nuovi oggetti del desiderio e soprattutto non compra per necessità ma per piacere.

E siccome amo rendermi disponibile al prossimo ecco un elenco dei prodotti di cui non potremo fare a meno in super saldo…

Giusto per mettervi una pulce in testa qualora non li aveste già scovati!

  •  Cocoa Powder Foundation Fondotinta in polvere al cacao Too Faced

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Di lui si dice che il profumo sia paradisiaco e la coprenza ottimale se modulato sapientemente.

Un fondotinta compatto in polvere, dall’irresistibile odore di cacao (leit motiv per Too faced) che copre senza risultare pesante o evidenziare le imperfezioni, e dura tutto il giorno.

Personalmente non l’ho mai provato, ma per la modica cifra di 5 euro, anziché 33,00, mi lascerò tentare.

Va precisato che in realtà lo stesso fondotinta presenta fasce di prezzo differenti in relazione al colore, per cui il più scuro parte da 5, si sale con 15, fino a 23,oo e 33,00 nel caso in cui abbiate un incarnato decisamente fair.

Temo che deep tan sia scuro persino per me che vengo scambiata per tunisina (ma giuro sono sicilianissima) ma lo conserverò per l’estate.

  • Style Eye-Con No. 3  Marc Jacob

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Beauty addict parlo con voi: l’emblema del lusso e dello stile è a portata di saldi sempre da Sephora .

Anche in questo caso, come per il fondotinta Cocoa Powder, le palettes presentano diverse fasce di prezzo in relazione alle colorazioni.

Si parte con 7,90, anziché 39,50, per la palette nella colorazione The punk (e già solo per il nome merita un applauso), che tra l’altro trovo essere una delle più belle e intense.

Due tonalità di viola e un tortora, una palette che dona a tutti i colori di occhi: da quelli castani, ai verdi (su cui è davvero top) fino a quelli azzurri, per delicati smokey eyes.

Poche premesse con una palette così: la garanzia è Marc Jacob.

  • Maschera Microbolle Detossificante Ossigenante Sephora

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Una maschera dalla texture in gel che a contatto con l’aria si trasforma in microbolle detossificanti che eliminano tracce di impurità, inquinamento e chi più ne ha più ne metta.

Ideale per pelli stanche, che necessitano ossigenazione, per ritrovare purezza e luminosità, va applicata una volta a settimana e pare che per le pelli miste sia un toccasana in quanto minimizza l’effetto lucidità.

A base di tè bianco e un derivato di vitamina E, dalle note proprietà antiossidanti, è adatta a tutti i tipi di pelle.

Anche questa la trovate da Sephora per la piccola cifra di 5 euro anzichè 13,90.

Che dite: la mettiamo nel carrello?!

  • Pink Leopard Bronzing Powder Terra Abbronzante Too Faced

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Too faced (e Sephora che ne detiene l’esclusiva in Italia) ancora una volta è nella mia lista di prodotti, stavolta con una terra-illuminante originale nella sua colorazione…maculata!

I tre colori marrone, rosa e dorato permettono di scaldare l’incarnato, illuminandolo al tempo stesso, per un effetto ritorno dal Safari.

Scherzi a parte: è il prodotto ideale se desiderate coniugare due prodotti in uno e siete sempre di fretta, sconsigliato a coloro che presentano una pelle con imperfezioni e pori dilatati perché le pagliuzze dorate, contenute al suo interno, le sottolineerebbero come un evidenziatore.

Dimenticavo: lo trovate a 5,90 euro anziché 36, sempre da Sephora.

  • Hervana blush Benefit

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Per i blush ho un debole, per quelli Benefit ancora di più.

Quindi impossibile al 30% di sconto su Hervana, il blush degli angeli di Benefit, che trovate da Sephora a 17,20 euro nel suo consueto packaging retrò con specchietto e pennellino dalle setole morbidissime.

4 tonalità dal rosa al pesca per conferire un inconfondibile aspetto bonne mine e illuminare il viso come un angelo.

  • Erase paste correttore illuminante Benefit 

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La mia lista da Sephora sarà lunga, ve lo preannuncio.

Cominciamo con Erase paste, il signore dei correttori, in saldo da Sephora al 30% al prezzo super vantaggioso di 19,60 euro anziché quello di listino di 28,00.

Se non lo conoscete e non l’avete mai provato è un buon pretesto per farlo, considerato che questo correttore illuminante è un must del marchio Benefit, usato ed apprezzato dalle make up artist del mondo.

Il prodotto è racchiuso all’interno di una comoda jar di vetro e davvero non finisce mai, anche perché basta prelevarne una quantità minima per avere una massima resa (cosa che lo rende ulteriormente conveniente!).

Viene presentato in tre colorazioni: fair, medium e foncé, il più aranciato, per occhiaie che non devono chiedere mai!

Funzionale per minimizzare discromie e imperfezioni, nelle due colorazioni più chiare valido come illuminante.

  • Mistery box omaggio con Make up revolution 

Non di veri e propri saldi si tratta, ma sempre di super vantaggi parliamo.

Fino al 19 gennaio è in corso un’iniziativa assai allettante sul sito ufficiale di make up revolution: se spenderete almeno 25 euro di prodotti sul vostro carrello virtuale verrà automaticamente aggiunta una mistery box del valore di 25 euro.

Make up revolution è un marchio inglese, noto per aver realizzato i dupe di brand decisamente più costosi, qualità niente male a prezzi low cost.

Se l’idea vi alletta accaparratevi l’offerta in tempi brevi perché sarà valida fino a esaurimento scorte.

Io ne ho già approfittato acquistando un set di Oval brush  che, come saprete già, adoro!

Bene, dopo questo elenco sfido chiunque di voi a dire o semplicemente pensare”non mi serve”, se si siete sulla buona strada per impartire corsi di autocontrollo!

foto credits: Sephora.com

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Un anno da blogger

Un anno da blogger

img_20161231_201148Ci sono cose che sono un dono, come la bellezza, altre un merito come  il talento.

Alcuni penseranno che il talento in fondo è un dono, eppure no, non lo è, perché il vero talento va addomesticato e piegato anch’esso alla logica della disciplina, che lo rende costante ed immutato.

Il complimento più bello che di tanto mi sento rivolgere è “Ma come ti vengono in mente tutte queste idee?!”, alludendo alla fonte della mia creatività, ricca d’ispirazione.

In effetti non lo so neanche io, non so come ho fatto a sottomettere la mia indole incostante e capricciosa ad un progetto, cercando continuamente spunti, facendo di ogni riflessione un post.

Non so come sia riuscita a mettere in parole il più astratto dei pensieri, vogliamo parlare delle mie reminescenze infantili (vi ricordate l’articolo sugli specchi delle principesse? Che poi, a dirla tutta quello di Frozen è vendutissimo anche tra gli adulti)?!

I miei esperimenti con le amiche?

Il mio ferragosto fuori dagli schemi o il  rientro dalle vacanze?

Le mie ferme convinzioni cosmetiche, che hanno visto in un anno un moto di rivoluzione  peggio della luna intorno alla terra.

Non so come ho fatto a credere in amicizie reali da rapporti virtuali con altri blogger, e trasformare delle collaborazioni in un post a 4 mani.

Non so come ho fatto a far evolvere un’idea in un progetto e a coltivarla con la dedizione di un lavoro.

Ma so cos’è la motivazione e cosa vuol dire avere una passione.

Un anno da blogger, un anno di conquiste  (ed un talent in mezzo) e talvolta delusioni (averlo perso giunta in finale), un anno d’infinite soddisfazioni.

Il primo post non si scorda mai

Il primo post non si scorda mai

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con instagram mi sto specializzando!

Il primo post non si scorda mai, dicono.

In effetti il mio lo ricordo bene: l’apoteosi dell’impersonalità.

Un articolo chiaro, lineare, scritto anche mediamente bene, ma che non era altro che un timido affacciarsi al mondo virtuale con discrezione, in sordina, senza far rumore.

Era la recensione di un blush se non erro, prodotto che tuttavia mi garba ancora, ma ciò che rappresentava era l’adeguamento conformistico ad un genere parecchio spulciato, il classico indottrinamento allo shopping consapevole.

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era questo per chi se lo fosse chiesto…

Ed io da gradassa padroneggiavo la mia esperienza, conscia di essere niente di più di una goccia in un oceano.

Cosa c’era di me in quell’articolo, al di là di un modesto parere? Niente, o forse poco, il giusto indispensabile che distingue la mia penna.

Perché quando facciamo il “debutto in società” il nostro approccio è pieno di riserve, come l’atteggiamento di una fanciulla al ballo delle debuttanti: curioso ed insicuro.

Nessuno la sta aspettando ma la sua apparizione può incuriosire uno,due o forse tanti, che le porgeranno la mano e le chiederanno di ballare.

E saranno gli stessi occhi interessati a darle il coraggio di buttarsi nella mischia e ritagliarsi la sua parte nel mondo.

Il blog è esattamente come una donna, che maturando affina il carattere, rimane l’indole fanciullina, sotto forma di grazia e spontaneità, ma lascia il segno per il carisma e il proprio modo di fare.

Di fare e di dire, di pensare e di essere, piacere nella misura in cui sa appassionare e farsi seguire, influenzare senza essere influenzata.

Un blog è quasi una seduta psicanalitica: nella ricerca degli argomenti ti spinge all’introspezione, al modo giusto per tirarli fuori, alle parole esatte che rendano giustizia al modo di sentirli dentro e farli rivivere.

Un cantuccio in disparte dove sederti a fissare i mutamenti e il divenire e perché no: anche una lezione di teatro dove più senti la parte, più t’immedesimi, più entri nel cuore di chi ti guarda e ti ascolta.

E in fondo anche un corso di autostima, dove investire nella propria immagine equivale a mettersi in gioco e riuscire a guardarsi con occhi altrui, sentendosi un pò uno, nessuno e centomila.

Ringrazio tutti coloro che mi associano ad Alessandra Ambrosio, sullo stacco di coscia ci siamo quasi 😀

Tutto questo è un blog, tutto ciò è una blogger.

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love my blog
Quando il make up è un’opinione… Wycon long lasting liquid lipstick e Nyx metals a confronto

Quando il make up è un’opinione… Wycon long lasting liquid lipstick e Nyx metals a confronto

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Ok, le protagoniste dell’esperimento siamo noi, i soggetti della prova sono due tinte labbra: Wycon long lasting liquid lipstick nella colorazione strong magenta e Nyx metals declinato in un fantastico viola (in questo periodo sono affetta da”violite”acuta), ovvero asteroid aura, nonché lo stesso che indossiamo nell’immagine.

Amiche, formazione uguale, la stessa spasmodica passione per il make up ed una predilezione per i marchi d’Oltreoceano, ma mai due pareri così diversi.

Il controllo incrociato nasce per caso, in seguito all’esame attento, da parte di Vanessa, delle novità nel mio beauty e l’attenzione ovviamente non può che focalizzarsi sulle new entry labbra.

Il test parte con strong magenta wycon, un fucsia intenso, noto anche come”rosa indiano“, ideale sugli incarnati olivastri, perfetto per riscaldare ed addolcire i lineamenti delle more, un colore che emana femminilità a distanza.

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La tinta long lasting liquid, punta di diamante del brand made in Italy, appare molto liquida ma una volta stesa si trasforma rapidamente in una tinta mat, il colore muta con la stessa rapidità in un fucsia meno brillante, tendente all’arancio.

La durata va riconosciuto essere eccellente, resiste dignitosamente ai pasti, tuttavia è poco confortevole e, come molte tinte mat, tende a seccare le labbra, che per quanto non sia una novità tra i rossetti liquidi è una caratteristica che non apprezzo, motivo per cui prediligo texture cremose e avvolgenti.

Eppure, tra tutti i dettagli, forse quello che meno mi garba è il modo in cui vira il colore, opacizzandosi, in un fucsia meno pieno e brillante, ragione che mi ha portato ad esiliarlo dai top di sempre (i prodotti che uso con costanza).

Esonerato ma presto ritrovato da Vanessa, la quale si è immediatamente messa a servizio della scienza testandolo.

Anche lei ha immediatamente sottolineato l’estrema liquidità del prodotto che, una volta sulle labbra, si fonde immediatamente con esse senza muoversi, così tanto a suo avviso da essere dimenticato.

Ebbene, contrariamente alla sottoscritta, dichiara di trovarlo estremamente confortevole, non nascondendo però la sua dimestichezza con le tinte esageratamente mat.

Ne ammira la pigmentazione e lo promuove a pieni voti con un piccolo debito formativo per il colore, non particolarmente in linea con il suo look gotico (ma de gustibus non est disputandum!) .

La sera dello stesso giorno ancora una volta le nostre opinioni tornano a divergere, formando un chiamo.

I nostri ruoli s’invertono per il giudizio di Nyx metals, cui la sottoscritta da un 8 pieno mentre Vanessa un 6.

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Comincio col dire che questa  tinta metallizzata,che cavalca il trend, mi conquista sia per la selezione dei colori proposti, sia per la texture del prodotto, ricca di microglitter, che fanno rivivere in un kiss gli anni 90 senza farla risultare antica.

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Perfetta da sola, meno coprente ma ugualmente strong, ideale da applicare, come un gloss, su un rossetto mat per regalare un finish metallizzato-satin (un effetto simile a quello dei nuovissimi lime crime metallizzati).

Il colore è pieno e brillante e la durata è media, ma più elevata rispetto allo standard di un gloss.

La pigmentazione stupenda con e senza base, confortevole ed emolliente, si fissa sulle labbra senza spostarsi nonostante non abbia un finish mat.

Meno generoso il parere di Vanessa, che di default non simpatizza per le tinte dalla consistenza cremosa, ed associandosi alla mia lista di pregi lamenta una durata ballerina ed una conseguente migrazione della tinta, su e giù per il viso.

Mi sembra evidente che il make up sia come la matematica:un’opinione, seppur dimostrabile!

Pennello spazzolato: cosa ne penso

Pennello spazzolato: cosa ne penso

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Oggi mi sono svegliata molto make up artist e tanto beauty editor, pertanto non mi lascerò andare a divagazioni esistenziali, giuro.

Così, senza preambolo alcuno, voglio parlarvi di un validissimo alleato del make up che mi è piaciuto tantissimo, soprattutto perché non ci avrei scommesso un centesimo.

Il fascino della sorpresa no, quello non ha prezzo.

L’oggetto del mio più recente desiderio è il pennello spazzolato, declinato nelle sue svariate misure, per raggiungere ogni angolo del nostro viso e contemplare tecniche diverse: dalla stesura del fondotinta all’applicazione del contouring.

Mi sono abbandonata, quasi per gentil concessione, al pennello per il fondo, sperimentando nello specifico la misura media.

Ma partiamo dal principio: il pennello spazzolato è una tipologia di pennello, dal nome non per niente evocativo, che simula la forma di una spazzola, dalle setole estremamente morbide e compatte, realizzato in misure diverse, così come i normali pennelli da make up.

Ovviamente dal loro esordio e, soprattutto dal virale riscontro tra le beauty guru scaturito, ogni azienda cosmetica ha realizzato o propri, che variano sia per prezzo (da 5 a 40 euro per Mac) che, ahimè, per qualità.

Come si dice: quanto spendi hai.

Il mio primo pennello è stato un cadeau di una mia carissima amica, ordinato su Aliexpress, destinato a fare da cavia al mio eventuale gradimento.

Inaspettatamente da pollice subito su, con una riserva: ovvero si deve prestare parecchia attenzione a non muovere la testina con troppa veemenza se non la si vuole rompere.

Ciò che caratterizza questo pennello è la sua proprietà di trattenere, tra le proprie setole, il fondotinta distribuendolo uniformemente, garantendo un effetto estremamente naturale ma al contempo coprente. Stende bene il prodotto senza lasciare striature (tipiche del classico pennello sintetico a setole piatte) e le setole sembreranno accarezzare il vostro volto. Un atto edonistico quasi.

Trovo che il suo impiego soddisfi le più svariate esigenze e che si sia comportato bene sia con prodotti particolarmente pastosi , difficili da stendere, che applica senza lasciare macchie di colore, sia con prodotti leggeri, liquidi e dal finish glow.

Personalmente lo preferisco per i primi, i fondotinta corposi, quelli più glow  (imperfezioni permettendo) li stendo con un brush powder ed una tecnica buffing: veloce e trasparente.

Di solito misuro il mio indice di gradimento dal fatto che ne voglia acquistare altri ancora e di altre misure: se ve lo consiglio? ! Assolutamente si!

Foto credits: glamour.it

Ma dove vai se un blog non ce l’hai

Ma dove vai se un blog non ce l’hai

 

 

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Ieri notte, l’ennesima che scambio per giorno, ero intenta nella lettura no-stop di post ad casum, della serie “va dove ti porta il link” e “non aprite quella finestra” (specie di shopping on line) finché non mi sono imbattuta in un articolo. Uno molto Storytelling, quelli che ti fanno sognare ad occhi aperti, regalandoti l’illusione che da una sconfitta possa nascere una soddisfazione e che, per dirla alla De André, dal letame nascano i fiori.

Quegli articoli che sostituisci alle commedie romantiche per riempirti il cuore di belle speranze e poi fare training autogeno ripetendoti, alla Coelho, che solo quando vuoi veramente qualcosa tutto l’universo trama affinché accada.

Insomma quella storia narrava un successo imprevisto ed imprevedibile, ma ancora più insospettabile era il protagonista della fabula: un mio ex collega della gloriosa facoltà di lettere dell’ateneo di Catania. Leggere quel nome, diventato improvvisamente padre di 12 mila followers, e noto in quei di Milano, ha avuto su di me l’impatto di leggere i volti noti che hanno frequentato la stessa facoltà. Non per dire che l’avessi paragonato a Pirandello o Verga ma quasi.

Soprattutto per la sorpresa di sapere che il tizio in questione ha un blog.

La sorpresa nella sorpresa che adesso dalla comunicazione è passato alla cucina, la stessa meraviglia che avranno tutti coloro che dall’esame di letteratura latina mi ritrovano a fare tutorial . Cose che non credevi, persone che non conoscevi, hobby alla berlina, anime fragili che si mostrano senza scudi e senza protezioni.

Ebbene è così: c’è stata la generazione mille euro, quella dei call center manifesto di un disagio che vedeva laureati racimolare qualche lira con il telemarketing, cui ci si rivolgeva in ultima istanza, arresi ed affranti, per pagarsi l’affitto, oggi siamo entrati ufficialmente nella generazione blog.

Non vogliamo racimolare denaro ma esperienze, una gradinata in salita dalla grafica accattivante, che raccoglie sorrisi e parvenze ma che nasconde sudore (specie con 40 °) e determinazione.

Non ci si accontenta di quello che passa il convento, né si rimane con le mani in mano attendendo il cambiamento, con la 24 ore in mano per fare bella figura sugli esaminatori in sede di colloquio.  Oggi ci si reinventa a partire da un’idea, con le spalle forti della propria passione.

E chi se ne frega se ti hanno licenziato?! Sulla scia del detto “ogni impedimento è giovamento”, energica come quella di un camion in autostrada, per la macchina che lo segue, si risorge con intelligenza dalle proprie ceneri.

Gli italiani si dice sappiano arrangiarsi, i giovani ancora di più, per fare una metafora culinaria: traggono fuori un pasto completo da un pò di pasta e dal burro (carboidrati e grassi insaturi) e risparmiando raccolgono i soldi per il mega concertone di Ri Ri (Rihanna).

Il popolo di internet insegue i pokemon ma si racconta sul web e regala scorci di vita, spaccati di generazione social al tempo di Snapchat, che passeranno agli atti come storiografia.

Una critica personale del nostro tempo, dove chiunque coltiva un blog al posto di un giardino, raccogliendo in misura direttamente proporzionale alla semina e alla costanza con cui ci si è dedicati a quel terreno, con idee fertili per il piacere di seminare che non di raccogliere per guadagnare.

Senza perdere ovviamente di vista il piacere di assaggiare il frutto della nostra dedizione, che non si deve aver fretta di gustare perché potrebbe essere ancora acerbo.

Piacere: Marilù Briguglio di Frou Frou make up artist, e tu che blog hai?!