L’arte del ritocchino make up. Quando e come farlo, ovunque.

L’arte del ritocchino make up. Quando e come farlo, ovunque.

Chi di voi non è cresciuta con il culto del ritocchino del make up?

Dicesi ritocchino quel gesto, esageratamente charmante, di ricostruzione del make up, compiuto in zone adiacenti o limitrofe i vostri luoghi d’interesse, dai bagni dell’ufficio all’autogrill. 

Altresì effettuato con rimedi di fortuna come specchietti di rudimentali portarossetti (ma che ne sanno i millenial?) fino a quello retrovisore, durante le code in tangenziale. 

Il ritocchino, tuttavia, resta un termine generico per indicare svariate tecniche di “restauro“, dall’iconica incipriata, al riempimento di rossetti sbiaditi.

Eppure… sarà così provvidenziale? Dipende.

Conosco amiche che potrebbero risvegliarsi al mattino seguente con il trucco ancora intatto, senza aver bisogno di rinfrescare la propria mise en pose.

Non stupirà nessuno che il prototipo della “donna che non deve replicare mai” abbia la pelle normale-secca.

Una pelle mista o impura no.

Questa tipologia non assorbe il trucco: lo beve.

Se, come me, avete la pelle mista, probabilmente dopo qualche ora (non occorre aspettare un’intera giornata) vi ritroverete con la pelle unta nella famigerata zona T e praticamente senza trucco.

Non importa se vi siete ripetutamente toccate il viso o meno, il risultato non cambia: nude skin. 

Se oltretutto siete olivastre il vostro make up non soltanto è scomparso ma ha proprio virato colore, oscillando tra il giallo e il grigio andante.

Eppure struccarsi non sempre è possibile, soprattutto se dovete far entrare tutto in una clutch e dovete saper fare una selezione dell’essenziale.

Un pò come chiedere ad un bambino se vuole più bene alla mamma o al papà o ad una make up addict di scegliere tra Heroine e Ruby woo. Impossibile.

BeautyPlus_20170505124222_save
Meglio Ruby woo o Heroine? Questo è il dilemma!

Se dopo un giorno in ufficio il vostro aspetto è sfatto ma siete state invitate allo spettacolo delle 20 al cinema (proprio dal tipo che vi piace) non importa che voi facciate i salti mortali: evitate di rifare il trucco da zero, partendo però dalle”macerie” del precedente.

Ciò che otterrete sarà soltanto un make up stratificato e spento che, vi assicuro, tenderà a formare crepe, evidenziando ancora di più le rughe d’espressione.

Forse in foto non si noterà, ma live sicuramente si.

La regola d’oro in questi casi è rinfrescare, non ricostruire (per quanto sia nobile il vostro tentativo di salvare il salvabile).

Le mie nuove linee beauty prevedono due opzioni:

A) Tenere delle salviettine struccanti, meglio se leggermente abrasive, così da esfoliare la pelle del viso, rendendola luminosa, anche senza l’aiuto del make up.  Per detossinare e purificare a fondo in un solo gesto sono perfette le salviette struccanti al carbone Sephora, presentano un lato liscio ed uno leggermente abrasivo per esfoliare in profondità. Da quale lato cominciare? Io di solito preferisco quello liscio per asportare delicatamente il make up (superstite) e infine quello abrasivo per esfoliare velocemente il viso, restituendogli un’aura di luminosità.

m15410945_347600_hero
foto credits: sephora.it

Un’alternativa più delicata ma ugualmente efficace potrebbero essere le salviette esfolianti Equilibra, dimenticate dunque acqua e sapone ma ricordate di massaggiare delicatamente la pelle del viso con movimenti circolari e pressione modulabile. In questo caso è preferibile esfoliare prima e detergere successivamente con il lato morbido che, con la sua lozione cremosa, idrata.

1140217906_articoli_EQUILIBRA ESFOLIANTI POCKET IMMAGINE
foto credits: Equilibra.it

A proposito d’idratazione, se volete puntare sulla luminosità e ridurre al minimo il make up, reidratate la pelle del viso con una spruzzata di acqua termale e preparate il viso ai successivi step. L’acqua termale Avène è un must, soprattutto d’estate per rinfrescare e lenire la pelle (le habitué degli eritemi la conoscono bene), vaporizzata dopo la detersione riequilibra la pelle, facendo durare di più il make up. Problema spazio? Esistono mini taglie, spesso in regalo con la versione full size, da tenere sempre in borsa!

avenene-thermalwasser.jpg
foto credits: glamour.com

Dopo aver liberato la pelle dallo strato di grigiume che la attanagliava con un fondotinta compatto come il Next to Nothing Powder, ultimo arrivato in casa Mac, dalla texture soffice e con booster di micro luce che garantiscono l’aspetto di pelle salutare e radiosa, uniformate la base.

mac_sku_S44402_640x600_0
foto credits: Maccosmetics.it

Con un blush illuminante come Galifornia Benefit, uno splendido rosa dorato che fa subito estate, diffondete luce sul vostro incarnato partendo dagli zigomi, estendendovi fino alle tempie per un effetto più glow.

benefit.jpg
Ogni estate per me viene prima il blush e poi il sole

Infine concludete con generose dosi di mascara, per sottolineare lo sguardo e un velo di rossetto per darvi una nota di colore: la vostra stanchezza passerà in secondo piano!

Quando si avverte maggiore stanchezza è sempre meglio usare meno make up per ottenere un effetto più luminoso e non pesante.

Se il tempo stringe e non avete ne voglia ne intenzione di portare troppe cose con voi esiste pur sempre un piano B.

B) Il mio consiglio è tamponare l’eccesso di sebo con una blender assorbi sebo (lo sapete che ormai le veline sono out?!), le Blotterazzi by Beauty Blender fanno al caso vostro, da portare sempre con se ma soprattutto lavare e riutilizzare (e gettare dopo due mesi circa) e sostituire la consueta cipria con un blush.

m13560547_P2556002_princ_medium
foto credits: sephora.it

La prima, soprattutto su un incarnato spento, per quanto leggera ed impalpabile, creerebbe un effetto gessoso, il secondo al contrario conferisce un delizioso aspetto bonne mine, illuminando il viso.

Puntate l’attenzione sugli occhi o la bocca con un soft smokey nei toni del marrone nel primo caso, o con un rossetto strong ( i sopraelencati Heroine o Ruby woo andranno benissimo).

BeautyPlus_20170226184059_save
basta poco, che ce vò!

Nessun problema se non avete con voi pennelli per un’applicazione ad hoc, l’effetto messy è di gran tendenza, non solo per i capelli!

Non ci sono più i rossetti rossi di una volta. Guida al rossetto rosso

Non ci sono più i rossetti rossi di una volta. Guida al rossetto rosso

Non ci sono più i rossi di una volta.

Ve lo dico: questo post trae ispirazione da una chiacchierata, quelle in cui mi fanno una domanda cosmeticosa (se esiste petaloso esisterà anche cosmeticoso, no?) e il mio parere diventa subito autorevole.

E dal pulpito ho osservato come la società contemporanea abbia bisogno di sdrammatizzare.

Che c’entra con i rossetti?!

Sdrammatizzare, avete capito bene.

E così improvvisamente si rompono i cliché: il vestitino di pizzo s’indossa con gli anfibi, l’ecopelliccia con i leggins di pelle, le calze a rete con il boyfriend strappato e il rossetto rosso al mattino con i jeans.

La tinta fucsia non è più manifesto d’audacia, ma di una femminilità Lolita, il blu il colore dell’eccentricità che non ha bisogno di sentirsi bella per sentirsi sicura e il borgogna il nuovo rosso, intenso e provocante.

Il make up al tempo d’Instagram non è solo estetica, ma una sofisticata ricerca d’identità, attraverso colori e tendenze, importante come per i teenagers la necessità di catalogarsi in un genere musicale.

Un universo dove l’eleganza viene immaginata come una signora altera, ma che in fondo ha i contorni definiti della semplicità.

La ricercatezza è affidata alla cura del dettaglio e il make up è l’accessorio principale.

Ma se l’idea del rosso, algido emblema dell’eleganza, è superata è pur vero che esiste un rosso per ogni occasione ed un finish per ogni contesto.

Fluid velvet mat Deborah Milano il rosso del mattino 

006749fluidvelvetlipstick06
foto credits: Deborah Milano

Io al mattino indosserei (e l’ho fatto) la tinta n. 7 di queste nuovissime new entry Deborah Milano, come ho anticipato, così, non con il tailleur da segretaria sexy, ma con i jeans skinny, i boots e una felpa ampia, magari della mia rock band preferita.

Questo rossetto mi piace tantissimo, prima di tutto per la texture, vellutata e setosa, contrariamente alle tinte liquide, che tendono a seccare le labbra, aderisce leggero ma corposo, coprente e intenso, long lasting, così confortevole da non sentirsi neanche durante la giornata.

Amo il numero 7 perché è un rosso, vibrante, omogeneo, pieno fin dalla prima passata, piacevole da indossare grazie agli oli idratanti di cui è composto e dal finish completamente mat, discreto e femminile.

Dimenticavo: no trasfer, quindi perfetto per la colazione al bar.

Lady Mary for Komen Mulac cosmetics

lady-mary
foto credits: Mulac cosmetics

Un rosso speciale, ideale per i primi appuntamenti.

Questo rossetto, dal finish super mat, opaco, tuttavia confortevole ed idratante, (e per di più vegano, per l’89 % naturale) è un rosso dal sottotono aranciato, che illumina anche l’incarnato più spento.

Una tonalità sofisticata ed elegante, brillante ed impeccabile, dalla consistenza burrosa che aderisce perfettamente alle labbra avvolgendole in un morbido abbraccio.

Lo amo perché è una tonalità accesa e vistosa, tuttavia estremamente raffinata.

Ma ha un pro e un contro.

Tra i pro, insieme a quelli elencati, il fatto di appartenere ad un’edizione speciale in cui, parte del ricavato, viene donato da Mulac per la ricerca  nella lotta ai tumori del seno.

Il contro proprio la tonalità: un rosso dal sottotono aranciato, quindi se non avete denti bianchissimi evitatelo, altrimenti li farà sembrare ancora più gialli.

Vernis à Lèvres Vinyl Cream colore Rouge Vinyle 401

img_20170119_214007_161
fall in love with vynils

Tra tutti i rossi quello più sulle mie corde, per prendere in prestito una metafora musicale, dato che siamo in tema.

Un rosso scuro, omogeneo, pieno e soprattutto dal sapore vintage.

Non è un rosso acceso ma neanche un bordeaux, non ha la consistenza di una lacca ma ha un finish cremoso e confortevole.

Unico nel suo stile e con l’inconfondibile applicatore floccato a punta di diamante per un’applicazione precisa e omogenea.

Un difettuccio eppure ce l’ha: un odore, piacevole, ma abbastanza forte.

Tuttavia per la sua tenuta impeccabile, nonostante sia un prodotto cremoso, possiamo anche chiudere un occhio!

Rouge Pur Couture Vernis à Lèvres N°09 Rouge Laqué

ysl-rouge-pur-couture-vernis-a-levres-n9-rouge-laque
foto credits: Beautydea

Il rosso da diva, quello iconico, algido, elegante, intramontabile, che fa subito Rita Hayworth in “Gilda” esiste ed è il mitico rouge pur couture vernis à lèvres Yves Saint Laurent, emblema del lusso e della raffinatezza.

Un rosso lacca fiammante, dal sottotono blu, che illumina il sorriso e fa apparire i denti bianchissimi, una texture effetto specchio ed una tenuta impeccabile.

Ha un posto unico nella mia lista: è il rosso che uso per le grandi occasioni.

Ma non avevamo sdoganato il mito del rossetto rosso legato agli eventi?

Si, ma questa tinta è l’eccezione che conferma la regola, che ci vede un pò shabby e un pò chic, fedeli alle tradizioni del nostro immaginario, a volte un pò cinematografico.

Quando il make up è un’opinione… Wycon long lasting liquid lipstick e Nyx metals a confronto

Quando il make up è un’opinione… Wycon long lasting liquid lipstick e Nyx metals a confronto

img-20161208-wa0004

Ok, le protagoniste dell’esperimento siamo noi, i soggetti della prova sono due tinte labbra: Wycon long lasting liquid lipstick nella colorazione strong magenta e Nyx metals declinato in un fantastico viola (in questo periodo sono affetta da”violite”acuta), ovvero asteroid aura, nonché lo stesso che indossiamo nell’immagine.

Amiche, formazione uguale, la stessa spasmodica passione per il make up ed una predilezione per i marchi d’Oltreoceano, ma mai due pareri così diversi.

Il controllo incrociato nasce per caso, in seguito all’esame attento, da parte di Vanessa, delle novità nel mio beauty e l’attenzione ovviamente non può che focalizzarsi sulle new entry labbra.

Il test parte con strong magenta wycon, un fucsia intenso, noto anche come”rosa indiano“, ideale sugli incarnati olivastri, perfetto per riscaldare ed addolcire i lineamenti delle more, un colore che emana femminilità a distanza.

liquid-lipstick-21-strong-magenta-aperto

La tinta long lasting liquid, punta di diamante del brand made in Italy, appare molto liquida ma una volta stesa si trasforma rapidamente in una tinta mat, il colore muta con la stessa rapidità in un fucsia meno brillante, tendente all’arancio.

La durata va riconosciuto essere eccellente, resiste dignitosamente ai pasti, tuttavia è poco confortevole e, come molte tinte mat, tende a seccare le labbra, che per quanto non sia una novità tra i rossetti liquidi è una caratteristica che non apprezzo, motivo per cui prediligo texture cremose e avvolgenti.

Eppure, tra tutti i dettagli, forse quello che meno mi garba è il modo in cui vira il colore, opacizzandosi, in un fucsia meno pieno e brillante, ragione che mi ha portato ad esiliarlo dai top di sempre (i prodotti che uso con costanza).

Esonerato ma presto ritrovato da Vanessa, la quale si è immediatamente messa a servizio della scienza testandolo.

Anche lei ha immediatamente sottolineato l’estrema liquidità del prodotto che, una volta sulle labbra, si fonde immediatamente con esse senza muoversi, così tanto a suo avviso da essere dimenticato.

Ebbene, contrariamente alla sottoscritta, dichiara di trovarlo estremamente confortevole, non nascondendo però la sua dimestichezza con le tinte esageratamente mat.

Ne ammira la pigmentazione e lo promuove a pieni voti con un piccolo debito formativo per il colore, non particolarmente in linea con il suo look gotico (ma de gustibus non est disputandum!) .

La sera dello stesso giorno ancora una volta le nostre opinioni tornano a divergere, formando un chiamo.

I nostri ruoli s’invertono per il giudizio di Nyx metals, cui la sottoscritta da un 8 pieno mentre Vanessa un 6.

c74cde641c9ee90a95f5923bf00ad299

Comincio col dire che questa  tinta metallizzata,che cavalca il trend, mi conquista sia per la selezione dei colori proposti, sia per la texture del prodotto, ricca di microglitter, che fanno rivivere in un kiss gli anni 90 senza farla risultare antica.

beautyplus_20161209001211_save
i love lipstick

Perfetta da sola, meno coprente ma ugualmente strong, ideale da applicare, come un gloss, su un rossetto mat per regalare un finish metallizzato-satin (un effetto simile a quello dei nuovissimi lime crime metallizzati).

Il colore è pieno e brillante e la durata è media, ma più elevata rispetto allo standard di un gloss.

La pigmentazione stupenda con e senza base, confortevole ed emolliente, si fissa sulle labbra senza spostarsi nonostante non abbia un finish mat.

Meno generoso il parere di Vanessa, che di default non simpatizza per le tinte dalla consistenza cremosa, ed associandosi alla mia lista di pregi lamenta una durata ballerina ed una conseguente migrazione della tinta, su e giù per il viso.

Mi sembra evidente che il make up sia come la matematica:un’opinione, seppur dimostrabile!

Tutti pazzi per le tinte metallizzate

Tutti pazzi per le tinte metallizzate

picmonkey-collage

Nietzsche aveva capito tutto con la teoria dell’eterno ritorno… si anche di make up!

La vita segue un andamento ciclico e tutto, prima o poi, torna a ripetersi a partire dalle mode.

Ebbene se per anni abbiamo evitato le tinte metallizzate, vedendole come un nostalgico rimpianto degli anni 90, o meglio ancora uno strascico di quel decennio, come le Lollipop a Top of the pops (da non ripetere), adesso ne subiamo gradualmente il fascino.

Lo ammetto: mi sono lasciata sedurre dalle tinte mat, così mat da seccare le labbra, collezionandone continuamente di nuove e pensando che per i rossetti shimmer non ci sarebbe stata mai più una seconda opportunità, non fino a quel giorno…

Il giorno in cui fiera della mia shopping bag, da Nyx, portavo le mie ennesime tre tinte mat alla cassa osservando ipnotizzata le labbra dell’addetta alle vendite.

Amplificate, rimpolpate, ricche di riflessi ma soprattutto metallizzate.

Forse c’è ben poco da fare: non possiamo sottrarci, noi beauty (o fashion) addict alle mode, che si fanno largo tra i nostri pensieri in maniera sempre più intensa, come una goccia che corrode una roccia non per l’azione della forza ma della costanza.

Tuttavia una grande variante c’è: il metallizzato in fondo è un’evoluzione della tinta shimmer, una texture scintillante ma di microglitter più discreti e sfaccettati.

L’effetto che ne consegue sono labbra dall’effetto specchio, amplificate, come bagnate, più carnose, irresistibilmente rock. Tinte tanto più belle quanto sperimentate con colori audaci: dal verde al blu (il nuovo rosso) passando per  il viola fino agli intramontabili oro-argento e bronzo.

Ho capito che non potrò farne a meno e che saranno il mio nuovo tormentone 2016/17.

Ps: mi sa che dovrò fare un altra capatina da Nyx…