L’arte del ritocchino make up. Quando e come farlo, ovunque.

L’arte del ritocchino make up. Quando e come farlo, ovunque.

Chi di voi non è cresciuta con il culto del ritocchino del make up?

Dicesi ritocchino quel gesto, esageratamente charmante, di ricostruzione del make up, compiuto in zone adiacenti o limitrofe i vostri luoghi d’interesse, dai bagni dell’ufficio all’autogrill. 

Altresì effettuato con rimedi di fortuna come specchietti di rudimentali portarossetti (ma che ne sanno i millenial?) fino a quello retrovisore, durante le code in tangenziale. 

Il ritocchino, tuttavia, resta un termine generico per indicare svariate tecniche di “restauro“, dall’iconica incipriata, al riempimento di rossetti sbiaditi.

Eppure… sarà così provvidenziale? Dipende.

Conosco amiche che potrebbero risvegliarsi al mattino seguente con il trucco ancora intatto, senza aver bisogno di rinfrescare la propria mise en pose.

Non stupirà nessuno che il prototipo della “donna che non deve replicare mai” abbia la pelle normale-secca.

Una pelle mista o impura no.

Questa tipologia non assorbe il trucco: lo beve.

Se, come me, avete la pelle mista, probabilmente dopo qualche ora (non occorre aspettare un’intera giornata) vi ritroverete con la pelle unta nella famigerata zona T e praticamente senza trucco.

Non importa se vi siete ripetutamente toccate il viso o meno, il risultato non cambia: nude skin. 

Se oltretutto siete olivastre il vostro make up non soltanto è scomparso ma ha proprio virato colore, oscillando tra il giallo e il grigio andante.

Eppure struccarsi non sempre è possibile, soprattutto se dovete far entrare tutto in una clutch e dovete saper fare una selezione dell’essenziale.

Un pò come chiedere ad un bambino se vuole più bene alla mamma o al papà o ad una make up addict di scegliere tra Heroine e Ruby woo. Impossibile.

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Meglio Ruby woo o Heroine? Questo è il dilemma!

Se dopo un giorno in ufficio il vostro aspetto è sfatto ma siete state invitate allo spettacolo delle 20 al cinema (proprio dal tipo che vi piace) non importa che voi facciate i salti mortali: evitate di rifare il trucco da zero, partendo però dalle”macerie” del precedente.

Ciò che otterrete sarà soltanto un make up stratificato e spento che, vi assicuro, tenderà a formare crepe, evidenziando ancora di più le rughe d’espressione.

Forse in foto non si noterà, ma live sicuramente si.

La regola d’oro in questi casi è rinfrescare, non ricostruire (per quanto sia nobile il vostro tentativo di salvare il salvabile).

Le mie nuove linee beauty prevedono due opzioni:

A) Tenere delle salviettine struccanti, meglio se leggermente abrasive, così da esfoliare la pelle del viso, rendendola luminosa, anche senza l’aiuto del make up.  Per detossinare e purificare a fondo in un solo gesto sono perfette le salviette struccanti al carbone Sephora, presentano un lato liscio ed uno leggermente abrasivo per esfoliare in profondità. Da quale lato cominciare? Io di solito preferisco quello liscio per asportare delicatamente il make up (superstite) e infine quello abrasivo per esfoliare velocemente il viso, restituendogli un’aura di luminosità.

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foto credits: sephora.it

Un’alternativa più delicata ma ugualmente efficace potrebbero essere le salviette esfolianti Equilibra, dimenticate dunque acqua e sapone ma ricordate di massaggiare delicatamente la pelle del viso con movimenti circolari e pressione modulabile. In questo caso è preferibile esfoliare prima e detergere successivamente con il lato morbido che, con la sua lozione cremosa, idrata.

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foto credits: Equilibra.it

A proposito d’idratazione, se volete puntare sulla luminosità e ridurre al minimo il make up, reidratate la pelle del viso con una spruzzata di acqua termale e preparate il viso ai successivi step. L’acqua termale Avène è un must, soprattutto d’estate per rinfrescare e lenire la pelle (le habitué degli eritemi la conoscono bene), vaporizzata dopo la detersione riequilibra la pelle, facendo durare di più il make up. Problema spazio? Esistono mini taglie, spesso in regalo con la versione full size, da tenere sempre in borsa!

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foto credits: glamour.com

Dopo aver liberato la pelle dallo strato di grigiume che la attanagliava con un fondotinta compatto come il Next to Nothing Powder, ultimo arrivato in casa Mac, dalla texture soffice e con booster di micro luce che garantiscono l’aspetto di pelle salutare e radiosa, uniformate la base.

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foto credits: Maccosmetics.it

Con un blush illuminante come Galifornia Benefit, uno splendido rosa dorato che fa subito estate, diffondete luce sul vostro incarnato partendo dagli zigomi, estendendovi fino alle tempie per un effetto più glow.

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Ogni estate per me viene prima il blush e poi il sole

Infine concludete con generose dosi di mascara, per sottolineare lo sguardo e un velo di rossetto per darvi una nota di colore: la vostra stanchezza passerà in secondo piano!

Quando si avverte maggiore stanchezza è sempre meglio usare meno make up per ottenere un effetto più luminoso e non pesante.

Se il tempo stringe e non avete ne voglia ne intenzione di portare troppe cose con voi esiste pur sempre un piano B.

B) Il mio consiglio è tamponare l’eccesso di sebo con una blender assorbi sebo (lo sapete che ormai le veline sono out?!), le Blotterazzi by Beauty Blender fanno al caso vostro, da portare sempre con se ma soprattutto lavare e riutilizzare (e gettare dopo due mesi circa) e sostituire la consueta cipria con un blush.

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foto credits: sephora.it

La prima, soprattutto su un incarnato spento, per quanto leggera ed impalpabile, creerebbe un effetto gessoso, il secondo al contrario conferisce un delizioso aspetto bonne mine, illuminando il viso.

Puntate l’attenzione sugli occhi o la bocca con un soft smokey nei toni del marrone nel primo caso, o con un rossetto strong ( i sopraelencati Heroine o Ruby woo andranno benissimo).

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basta poco, che ce vò!

Nessun problema se non avete con voi pennelli per un’applicazione ad hoc, l’effetto messy è di gran tendenza, non solo per i capelli!

Il cambiamento vero è dentro di noi

Il cambiamento vero è dentro di noi

Vi diranno che la prova costume è alle porte e che i trattamenti anticellulite vanno cominciati da subito.

Che dobbiamo preparare la pelle al sole, esfoliandola in profondità, meglio se con l’aiuto d’integratori.

Vi diranno che è tardi per riempire le palestre con la speranza di un corpo sodo e tonico da esibire in spiaggia, ma mai troppo tardi per provarci.

Tenteranno di convincervi a fare lunghe passeggiate all’imbrunire (fa poesia, ma significa al rientro da lavoro) ora che le giornate si allungano e quell’ora di luce in più possiamo sfruttarla o scontarla che dir si voglia, che è un toccasana per la circolazione e per l’umore.

Il marketing, beffardo, s’insinuerà nei vostri pensieri, silente nel volantino della spesa o catturando il vostro sguardo tra gli scaffali del supermercato (se siete così pigre da non sfogliare neanche i volantini promozionali) ricco di sostanziose offerte da prendere al volo per la cura del corpo.

Crio gel equilibra a 6.99 (nove, mi raccomando)?! Lo metto nel carrello, ovvio, anche se questa primavera mi ricorda più Natale con i suoi 10 gradi al sole e vento artico.

Vi bombarderanno d’informazioni circa l’importanza di una revisione della vostra carrozzeria che volenti o nolenti subirete.

Un pò come il tagliando della macchina, solo che per farlo non vi basterà parcheggiarvi  da un’estetista.

Dovrete associarvi costanza, tenacia, alimentazione ma soprattutto focalizzarvi sull’obiettivo.

La vera rivoluzione di ogni missione, qualunque essa sia, resta l’obiettivo.

Non servono manuali, consigli, miracolosi e misteriosi segreti, il cambiamento non è dietro l’angolo, ma dentro di noi.

Non basteranno guru a distillare perle di saggezza se quello scatto non l’avrete maturato in una fetta recondita del vostro cervello, che innesca l’unica cosa che serve in questi casi: volontà.

La volontà per scegliere volutamente di acquistare e non collezionare cosmetici da sfoggiare in bagno come trofei, iniziandoli e abbandonandoli al loro triste Pao, non finiti, ma solo a metà, come vite spezzate.

La volontà per scegliere di non donare il vostro otto per mille in abbonamenti annuali in palestra, frequentandola solo l’1% del vostro tempo (libero).

La volontà di sollevare pesi e non chiacchiere, forgiando il vostro fisico come ferro (ciò che vorreste, no?!), tra l’altro impedendo ai volenterosi di utilizzare gli attrezzi, mentre li riscaldate inviando messaggi.

Insomma: il tempo libero è un attitudine e non basta averlo a disposizione per riempirlo correttamente.

Non so se è la primavera ma ecco, a conclusione del post, conto di fissare l’obiettivo, mantenere salda la volontà e andare in palestra a far fede alle promesse di settembre, data l’incombenza di una giornata libera e la voglia di fare pari a quella di un bradipo.

“Che fretta c’era, maledetta Primavera…”

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facce da fitness convinte
Tipe da profumeria

Tipe da profumeria

Riconoscere in una profumeria una beauty addicted, professionista o appassionata che sia, è semplice, fondamentalmente perché appartiene ad una delle sette categorie che la affollano.

Distinguere i vari gironi danteschi un gioco da ragazzi:

La beauty addicted

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La prima per l’appunto si perde nei meandri del negozio, esaminando con attenzione ogni singolo scaffale, senza saltarne nessuno, sempre attenta ad ogni novità del mercato cosmetico, manco fosse la madrina pronta a battezzarlo. Si aggira con padronanza, seguendo un suo ignoto percorso logico (presumibilmente dando precedenza ai marchi che predilige, lasciando per ultimi quelli che snobba o sono money-off limits), spruzzando qua e là tracce di profumo per riemergere, come Pollicino, da quella selva oscura. Alla domanda della commessa -“Posso esserti utile?“- risponderà inesorabilmente “No grazie, sto dando un’occhiatina“, ed in effetti no, non ha bisogno di niente lei, solo d’immergersi in quell’appagante paese dei balocchi per alcuni minuti (se va bene) ed estraniarsi dal mondo. Dimenticavo: non vuole essere disturbata e adora uscire con le mani colorate come la tavolozza di un artista astrattista.

Capitata per caso 

La capitata per caso solitamente cerca qualcosa che consuma e gli è finito (non mi meraviglierei se fosse il profumo) ed è un caso che sia Sephora piuttosto che Douglas, o Marrionaud, sceglie solo il posto più facilmente raggiungibile dalla propria posizione. La libera concorrenza tra le profumerie e di conseguenza il prezzo migliore non interessa loro, per il semplice fatto che, frequentando così poco questi ambienti, l’unico prezzo che conoscono è quello di listino. Le capitate per caso le riconosci immediatamente, dal loro passo spedito e rivolto verso la commessa, sempre di fretta, concise e dirette -“sto cercando xxx” – (since 1990) un metodo indubbiamente efficace per evitare di osservare ed essere indotti in tentazione.

L’amica della beauty addicted

L’amica della beauty addicted tanto per cominciare non ne capisce niente di beauty, nè condivide questa passione con lei, è tuttavia sensibile al tema dell’estetica. Questa fortuita vicinanza le offre la possibilità di non interessarsi personalmente, seguendo milioni di pagine social e newsletter, rimanendo tuttavia informata sui Must da non perdere e le ultime novità del mercato cosmetico. In sostanza in profumeria, senza troppi preamboli, andrà mirata all’obiettivo, chiedendo il prodotto suggeritole dall’amica del cuore. Nb: perderla le sarebbe fatale.

La sapientona 

Un derivato delle beauty addicted, una categoria frequente e infida quella delle sapientone. Come agenti in borghese ispezionano i punti vendita, verificando anche la corretta disposizione dei prodotti, perché odiano il disordine dello stand espositivo e si rivolgono alle commesse con il piglio di chi non sa nulla. Attenzione è un perfido tranello per verificare la preparazione di queste ultime e lamentarsi, come da consuetudine, che non ne capiscono niente e che la propria preparazione è di gran lunga superiore.

La blogger

Non importa quanti followers abbia: pensa (o spera) di essere riconosciuta ovunque. Vaga con disinvoltura nel punto vendita, sfoderando outfit da copertina, sorridendo compassionevole alle commesse, che si divertiranno sicuramente meno di lei a sguazzare nella cosmetica. Il termine blogger ovviamente è puramente indicativo, potrebbe anche avere un semplice canale instagram, che aggiorna in tempo reale con le tappe della propria giornata, da far adorare alle fans manco fosse la via Crucis. Sempre a caccia di campioncini e anteprime il suo sogno è finire tra le pagine patinate di Vogue.

L’aiuto dipendente 

L’aiuto dipendente è il miraggio delle beauty consultant. Entra in profumeria perennemente disorientata e si ferma a cercare lo sguardo della commessa alla ricerca di aiuto. Non ha ancora capito le proprie esigenze ma ama abbandonarsi alle cure “degli addetti ai lavori” che sceglieranno per lei il prodotto migliore, o almeno di questo è convinta. Il profilo tipo è la libera professionista, troppo impegnata a riflettere sui massimi sistemi del mondo per occuparsi di frivolezze, nonostante i tentativi (falliti) non ne capisce niente di beauty, ma è disposta a spendere (tanto), non a caso è adorata dalle beauty consultant quando occorre alzare il fatturato.

La collezionista 

La collezionista è l’ennesimo derivato delle beauty addicted, con la differenza che la vedrete bazzicare più spesso in profumeria in prossimità del lancio di un nuovo prodotto (in pratica vive nelle profumerie). Il suo limite è la mancanza di autocontrollo, che la rende anche poco obiettiva nei confronti di ciò che si accinge a scegliere, solo perché ampiamente anticipato dal web. In sintesi potrebbe acquistare un rossetto solo per il packaging, anche se il colore ricorda altri dieci di quelli già in suo possesso, o peggio ancora acquistare un prodotto non donante per mera smania di averlo e contemplarlo.

Eppure fissare questa varietà umana, come pesciolini in un acquario, mi diverte troppo.

E voi in quale categoria vi riconoscete?

Le donne e le collezioni make up special edition

Le donne e le collezioni make up special edition

A volte le cose più semplici sono quelle a cui si presta meno attenzione.

Pensate all’espresso al mattino: è la cosa più normale del mondo, fino a che non siete all’estero e, ciò che fino al giorno prima vi era parso scontato, diventa l’ambito oggetto del desiderio.

Il suo essere praticamente introvabile vi spinge alla sua ricerca, manco fosse il Santo Graal.

Chiaramente paghereste quel caffè anche due euro perché, al mattino si sa, ci vuole!

A pensarci bene il rapporto delle donne con il make up in edizione speciale e tiratura limitata segue le stesse leggi del caffè all’estero.

L’uscita di una collezione speciale potrebbe non far dormire una beauty addicted, per la foga di accaparrarsi l’ultimo illuminante Mac, edizione Mariah Carey, nel suo lussureggiante pack, anche se fosse l’ultima delle cose che utilizza.

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foto credits: Pinterest

Eppure diventa indispensabile. L’ennesimo orgoglioso feticcio esibito a prender polvere.

Per collezionismo non c’è niente che non lo diventi, anche quando palette di ombretti ne avete già 15 e il vostro trucco standard è kajal ed eyeliner.

Ma vuoi non possedere la Peach Too Faced, col suo inebriante profumo di pesca?

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Dimenticavo: dopo aver straziato i cuori delle donne , disposte a pagare anche le spese di dogana per averla, considerati i pareri positivi del web, è entrata qualche mese dopo, con successo, nella collezione continuativa.

Ma serve, è ovvio.

Perché quel corallo shimmer mi manca e d’estate farebbe un gran figurone, e in fondo non c’è motivo di spendere 39 euro, per un blush benefit, se con 59 posso avere un’intera palette che lo contiene.

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la amo!!

Lo dicevano anche i latini: abbondare è meglio che deficere (anche se di blush ne sarebbe servito uno all’origine)!

E se poi non lo trovo?

Le leggi del marketing regolano questo evento: informare sulla preziosità di un oggetto, destinato a finire sold out in breve.

Un’attesa per di più anticipata da una lunga aspettativa, tesa a sublimare l’attimo della verità: ne sarà valsa davvero la pena?!

E soprattutto ma ciò che è distillato in special edition davvero non appartiene già  alla collezione permanente?

Forse pochi sanno che molte, in realtà, contengono la crème de la crème delle collezioni perenni.

Un esempio? L’ultima L’Oreal Paris della bella e la bestia, dal delizioso pack (ovviamente da collezione) non propone niente che non sia già venduto tra le file dei Color riche, anche se, vestiti a nuovo, per averli dovrete rivolgervi ad  Amazon ( La rosa ad esempio corrisponde al numero 335 Carmin Sain Germain, ma si trova in esclusiva su Amazon, continuamente sold out).

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cerco da un mese la Rosa (ma è sold out su Amazon)

Ma ciò, mi rendo conto, non basta a far svanire l’avido desiderio di possesso e interrompere, tragicamente (per chi le progetta), la rete del marketing, all’interno della quale cadiamo con prevedibile puntualità.

C’è una cosa che ogni donna (e no, non ho detto solo beauty addicted) non sopporterebbe: aver rinunciato ad un pezzo da collezione imperdibile (che questa volta ovviamente non riproporranno) che un’altra donna ha e le conferisce quell’allure… Speciale!

Non ci sono più i rossetti rossi di una volta. Guida al rossetto rosso

Non ci sono più i rossetti rossi di una volta. Guida al rossetto rosso

Non ci sono più i rossi di una volta.

Ve lo dico: questo post trae ispirazione da una chiacchierata, quelle in cui mi fanno una domanda cosmeticosa (se esiste petaloso esisterà anche cosmeticoso, no?) e il mio parere diventa subito autorevole.

E dal pulpito ho osservato come la società contemporanea abbia bisogno di sdrammatizzare.

Che c’entra con i rossetti?!

Sdrammatizzare, avete capito bene.

E così improvvisamente si rompono i cliché: il vestitino di pizzo s’indossa con gli anfibi, l’ecopelliccia con i leggins di pelle, le calze a rete con il boyfriend strappato e il rossetto rosso al mattino con i jeans.

La tinta fucsia non è più manifesto d’audacia, ma di una femminilità Lolita, il blu il colore dell’eccentricità che non ha bisogno di sentirsi bella per sentirsi sicura e il borgogna il nuovo rosso, intenso e provocante.

Il make up al tempo d’Instagram non è solo estetica, ma una sofisticata ricerca d’identità, attraverso colori e tendenze, importante come per i teenagers la necessità di catalogarsi in un genere musicale.

Un universo dove l’eleganza viene immaginata come una signora altera, ma che in fondo ha i contorni definiti della semplicità.

La ricercatezza è affidata alla cura del dettaglio e il make up è l’accessorio principale.

Ma se l’idea del rosso, algido emblema dell’eleganza, è superata è pur vero che esiste un rosso per ogni occasione ed un finish per ogni contesto.

Fluid velvet mat Deborah Milano il rosso del mattino 

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foto credits: Deborah Milano

Io al mattino indosserei (e l’ho fatto) la tinta n. 7 di queste nuovissime new entry Deborah Milano, come ho anticipato, così, non con il tailleur da segretaria sexy, ma con i jeans skinny, i boots e una felpa ampia, magari della mia rock band preferita.

Questo rossetto mi piace tantissimo, prima di tutto per la texture, vellutata e setosa, contrariamente alle tinte liquide, che tendono a seccare le labbra, aderisce leggero ma corposo, coprente e intenso, long lasting, così confortevole da non sentirsi neanche durante la giornata.

Amo il numero 7 perché è un rosso, vibrante, omogeneo, pieno fin dalla prima passata, piacevole da indossare grazie agli oli idratanti di cui è composto e dal finish completamente mat, discreto e femminile.

Dimenticavo: no trasfer, quindi perfetto per la colazione al bar.

Lady Mary for Komen Mulac cosmetics

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foto credits: Mulac cosmetics

Un rosso speciale, ideale per i primi appuntamenti.

Questo rossetto, dal finish super mat, opaco, tuttavia confortevole ed idratante, (e per di più vegano, per l’89 % naturale) è un rosso dal sottotono aranciato, che illumina anche l’incarnato più spento.

Una tonalità sofisticata ed elegante, brillante ed impeccabile, dalla consistenza burrosa che aderisce perfettamente alle labbra avvolgendole in un morbido abbraccio.

Lo amo perché è una tonalità accesa e vistosa, tuttavia estremamente raffinata.

Ma ha un pro e un contro.

Tra i pro, insieme a quelli elencati, il fatto di appartenere ad un’edizione speciale in cui, parte del ricavato, viene donato da Mulac per la ricerca  nella lotta ai tumori del seno.

Il contro proprio la tonalità: un rosso dal sottotono aranciato, quindi se non avete denti bianchissimi evitatelo, altrimenti li farà sembrare ancora più gialli.

Vernis à Lèvres Vinyl Cream colore Rouge Vinyle 401

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Tra tutti i rossi quello più sulle mie corde, per prendere in prestito una metafora musicale, dato che siamo in tema.

Un rosso scuro, omogeneo, pieno e soprattutto dal sapore vintage.

Non è un rosso acceso ma neanche un bordeaux, non ha la consistenza di una lacca ma ha un finish cremoso e confortevole.

Unico nel suo stile e con l’inconfondibile applicatore floccato a punta di diamante per un’applicazione precisa e omogenea.

Un difettuccio eppure ce l’ha: un odore, piacevole, ma abbastanza forte.

Tuttavia per la sua tenuta impeccabile, nonostante sia un prodotto cremoso, possiamo anche chiudere un occhio!

Rouge Pur Couture Vernis à Lèvres N°09 Rouge Laqué

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foto credits: Beautydea

Il rosso da diva, quello iconico, algido, elegante, intramontabile, che fa subito Rita Hayworth in “Gilda” esiste ed è il mitico rouge pur couture vernis à lèvres Yves Saint Laurent, emblema del lusso e della raffinatezza.

Un rosso lacca fiammante, dal sottotono blu, che illumina il sorriso e fa apparire i denti bianchissimi, una texture effetto specchio ed una tenuta impeccabile.

Ha un posto unico nella mia lista: è il rosso che uso per le grandi occasioni.

Ma non avevamo sdoganato il mito del rossetto rosso legato agli eventi?

Si, ma questa tinta è l’eccezione che conferma la regola, che ci vede un pò shabby e un pò chic, fedeli alle tradizioni del nostro immaginario, a volte un pò cinematografico.

Maschere viso: i top 3

Maschere viso: i top 3

La maschera viso è una di quelle coccole che dovremmo regalarci da due a tre volte alla settimana, per illuminare, esfoliare, idratare, in relazione al prodotto e alle esigenze della pelle.

In verità le più solerti finiscono con il farla una sola volta a settimana, uno spazio intimo tutto nostro (soprattutto per non impressionare fidanzati-compagni-mariti) indispensabile.

Ho stilato la classifica delle mie preferite e ne ho scelte tre, tre diverse fasce di prezzo, destinazioni, usi e mercati al quale si rivolgono.

Maschera Anti Acne alle Alghe – Nacomi

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Una maschera assolutamente eco-bio formulata con 4 ingredienti purificanti e anti-sebo: olio essenziale di tea-tree, fango marino, mentolo, foglie di salice, perfetta soprattutto per le fasi in cui la pelle del viso comincia a fare le bizze, influenzata dai flussi ormonali, stress e cambio stagione.

Innovativa e contro ogni spreco la sua formula peel-off : basta mescolare due cucchiaini circa di maschera in polvere (circa 20 grammi) con 20 ml di acqua tiepida, fino ad ottenere un composto omogeneo e lasciarlo in posa per 15 minuti.

Provate ad aggiungere due gocce essenziali di lavanda e lasciarla in posa qualche minuto in più per un effetto relax-detox.

Nonostante l’inci, profondamente purificante, la maschera risulta delicata sul viso, che risplende senza tirare(va da se che a completamento della beauty routine va stesa e massaggiata anche una crema viso), riequilibrato grazie alla notevole funzione antibatterica degli attivi presenti nella maschera.

Il prezzo è medio-alto, 15 euro, anche se spesso sul sito Nacomi trovate offerte e sconti del 20% (insieme alle mini size che omaggiano ), cercatela nei bio shop.

Nb: attenzione alla quantità di acqua con la quale miscelerete la polvere della maschera, ne basta davvero poca, altrimenti gli ingredienti formeranno grumi senza amalgamarsi.

Maschera argilla pura detox l’Oreal

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Quando ha fatto il suo debutto nel mercato ha fatto impazzire tutte le blogger del Belpaese (me compresa ovviamente) intente a fare la scelta della propria squadra: nera, rossa o verde.

Colori diversi come le argille impiegate e le funzioni cui adempiono, nera detox, rossa illuminante e verde purificante.

Io ho optato per la nera.

Un’associazione di tre argille minerali:

  • caolino per assorbirle impurità e l’eccesso di sebo
  • montmorillonite (che sembra qualcosa legata a superman, detta così) un’argilla ricca in minerali, che agisce sulle imperfezioni della pelle
  • ghassoul, un’argilla minerale nota per illuminare il colorito.

La formula è densa e corposa, si stende come una maschera tradizionale, applicata generosamente su tutto il viso e risciacquata dopo 10,15 minuti.

Rispetto alla prima tende un pò di più a seccare la pelle, per via delle argille dal notevole potere seboequilibrante, dieci minuti però è il tempo giusto: quello che troviamo tutte nell’arco della giornata per prenderci cura di noi stesse, lasciando il viso purificato e illuminato, libero da smog e impurità.

Mantiene le promesse ed è facilmente reperibile nelle migliori profumerie al prezzo di 10 euro circa (ma anche in questo caso potrete trovare vantaggiose promozioni applicate sul prezzo di listino).

Skin regimen renewer mask Comfort Zone

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Come dice lo stesso nome un gel rinnovatore notturno, studiato per pelli giovani dopo i 25 anni d’età (quell’età in cui dobbiamo abbandonare i nostri prodotti al pompelmo per pelli giovanissime e abituarci a quelli antietà) e le pelli mature.

Mi sono innamorata di questo trattamento dopo averlo fatto dall’estetista, dal quale viene rivenduto (solo in centri autorizzati ovviamente, sottoposti alla loro perenne formazione) . Ovviamente la versione per casa presenta una formulazione di principi attivi meno concentrata rispetto a quella fatta in cabina.

E di attivi importanti parliamo:

Gluconolattone
Acido lattico
Acido glicolico
Estratto di nasturzio

La pelle appare da subito rinnovata e soprattutto ossigenata, specie se usata in combo con il resto del trattamento skin regimen.

Il turn over cellulare viene stimolato, contribuendo a conferire all’incarnato un aspetto luminoso.

Durante il trattamento (e non solo) si consiglia di utilizzare un filtro Uv e limitare l’esposizione solare, per via degli acidi contenuti all’interno della maschera fotosensibili (importantissimo rispettare per lo stesso motivo i tempi di posa).

Utilizzata con costanza due volte a settimana regala un viso compatto, fresco, agisce sui segni del tempo, rughe d’espressione, acne, pelle spenta e secca.

Vi sembrano tanti buoni motivi per spendere 50 euro per 50 ml?

Ok, il costo è notevole ma non dimenticate che tutti gli anni Comfort Zone organizza a novembre la Skin Regimen longevity facial, ovvero la possibilità di comprare un trattamento in cabina al costo di 25 euro più 20 euro di sconto su tutti i prodotti della linea Skin Regimen .

 

 

 

I prodotti beauty che non possiamo lasciarci scappare coi saldi a prezzi veramente low cost

I prodotti beauty che non possiamo lasciarci scappare coi saldi a prezzi veramente low cost

Non c’è soddisfazione più grande per una make up aholic di portare  a termine dei super affari con i saldi, ma non per il gusto di risparmiare, quanto di comprare il doppio delle cose spendendo la stessa cifra.

Anche perché diciamocelo: una beauty addicted non smette mai di ricercare (e trovare ovviamente) nuovi oggetti del desiderio e soprattutto non compra per necessità ma per piacere.

E siccome amo rendermi disponibile al prossimo ecco un elenco dei prodotti di cui non potremo fare a meno in super saldo…

Giusto per mettervi una pulce in testa qualora non li aveste già scovati!

  •  Cocoa Powder Foundation Fondotinta in polvere al cacao Too Faced

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Di lui si dice che il profumo sia paradisiaco e la coprenza ottimale se modulato sapientemente.

Un fondotinta compatto in polvere, dall’irresistibile odore di cacao (leit motiv per Too faced) che copre senza risultare pesante o evidenziare le imperfezioni, e dura tutto il giorno.

Personalmente non l’ho mai provato, ma per la modica cifra di 5 euro, anziché 33,00, mi lascerò tentare.

Va precisato che in realtà lo stesso fondotinta presenta fasce di prezzo differenti in relazione al colore, per cui il più scuro parte da 5, si sale con 15, fino a 23,oo e 33,00 nel caso in cui abbiate un incarnato decisamente fair.

Temo che deep tan sia scuro persino per me che vengo scambiata per tunisina (ma giuro sono sicilianissima) ma lo conserverò per l’estate.

  • Style Eye-Con No. 3  Marc Jacob

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Beauty addict parlo con voi: l’emblema del lusso e dello stile è a portata di saldi sempre da Sephora .

Anche in questo caso, come per il fondotinta Cocoa Powder, le palettes presentano diverse fasce di prezzo in relazione alle colorazioni.

Si parte con 7,90, anziché 39,50, per la palette nella colorazione The punk (e già solo per il nome merita un applauso), che tra l’altro trovo essere una delle più belle e intense.

Due tonalità di viola e un tortora, una palette che dona a tutti i colori di occhi: da quelli castani, ai verdi (su cui è davvero top) fino a quelli azzurri, per delicati smokey eyes.

Poche premesse con una palette così: la garanzia è Marc Jacob.

  • Maschera Microbolle Detossificante Ossigenante Sephora

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Una maschera dalla texture in gel che a contatto con l’aria si trasforma in microbolle detossificanti che eliminano tracce di impurità, inquinamento e chi più ne ha più ne metta.

Ideale per pelli stanche, che necessitano ossigenazione, per ritrovare purezza e luminosità, va applicata una volta a settimana e pare che per le pelli miste sia un toccasana in quanto minimizza l’effetto lucidità.

A base di tè bianco e un derivato di vitamina E, dalle note proprietà antiossidanti, è adatta a tutti i tipi di pelle.

Anche questa la trovate da Sephora per la piccola cifra di 5 euro anzichè 13,90.

Che dite: la mettiamo nel carrello?!

  • Pink Leopard Bronzing Powder Terra Abbronzante Too Faced

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Too faced (e Sephora che ne detiene l’esclusiva in Italia) ancora una volta è nella mia lista di prodotti, stavolta con una terra-illuminante originale nella sua colorazione…maculata!

I tre colori marrone, rosa e dorato permettono di scaldare l’incarnato, illuminandolo al tempo stesso, per un effetto ritorno dal Safari.

Scherzi a parte: è il prodotto ideale se desiderate coniugare due prodotti in uno e siete sempre di fretta, sconsigliato a coloro che presentano una pelle con imperfezioni e pori dilatati perché le pagliuzze dorate, contenute al suo interno, le sottolineerebbero come un evidenziatore.

Dimenticavo: lo trovate a 5,90 euro anziché 36, sempre da Sephora.

  • Hervana blush Benefit

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Per i blush ho un debole, per quelli Benefit ancora di più.

Quindi impossibile al 30% di sconto su Hervana, il blush degli angeli di Benefit, che trovate da Sephora a 17,20 euro nel suo consueto packaging retrò con specchietto e pennellino dalle setole morbidissime.

4 tonalità dal rosa al pesca per conferire un inconfondibile aspetto bonne mine e illuminare il viso come un angelo.

  • Erase paste correttore illuminante Benefit 

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La mia lista da Sephora sarà lunga, ve lo preannuncio.

Cominciamo con Erase paste, il signore dei correttori, in saldo da Sephora al 30% al prezzo super vantaggioso di 19,60 euro anziché quello di listino di 28,00.

Se non lo conoscete e non l’avete mai provato è un buon pretesto per farlo, considerato che questo correttore illuminante è un must del marchio Benefit, usato ed apprezzato dalle make up artist del mondo.

Il prodotto è racchiuso all’interno di una comoda jar di vetro e davvero non finisce mai, anche perché basta prelevarne una quantità minima per avere una massima resa (cosa che lo rende ulteriormente conveniente!).

Viene presentato in tre colorazioni: fair, medium e foncé, il più aranciato, per occhiaie che non devono chiedere mai!

Funzionale per minimizzare discromie e imperfezioni, nelle due colorazioni più chiare valido come illuminante.

  • Mistery box omaggio con Make up revolution 

Non di veri e propri saldi si tratta, ma sempre di super vantaggi parliamo.

Fino al 19 gennaio è in corso un’iniziativa assai allettante sul sito ufficiale di make up revolution: se spenderete almeno 25 euro di prodotti sul vostro carrello virtuale verrà automaticamente aggiunta una mistery box del valore di 25 euro.

Make up revolution è un marchio inglese, noto per aver realizzato i dupe di brand decisamente più costosi, qualità niente male a prezzi low cost.

Se l’idea vi alletta accaparratevi l’offerta in tempi brevi perché sarà valida fino a esaurimento scorte.

Io ne ho già approfittato acquistando un set di Oval brush  che, come saprete già, adoro!

Bene, dopo questo elenco sfido chiunque di voi a dire o semplicemente pensare”non mi serve”, se si siete sulla buona strada per impartire corsi di autocontrollo!

foto credits: Sephora.com

Un anno da blogger

Un anno da blogger

img_20161231_201148Ci sono cose che sono un dono, come la bellezza, altre un merito come  il talento.

Alcuni penseranno che il talento in fondo è un dono, eppure no, non lo è, perché il vero talento va addomesticato e piegato anch’esso alla logica della disciplina, che lo rende costante ed immutato.

Il complimento più bello che di tanto mi sento rivolgere è “Ma come ti vengono in mente tutte queste idee?!”, alludendo alla fonte della mia creatività, ricca d’ispirazione.

In effetti non lo so neanche io, non so come ho fatto a sottomettere la mia indole incostante e capricciosa ad un progetto, cercando continuamente spunti, facendo di ogni riflessione un post.

Non so come sia riuscita a mettere in parole il più astratto dei pensieri, vogliamo parlare delle mie reminescenze infantili (vi ricordate l’articolo sugli specchi delle principesse? Che poi, a dirla tutta quello di Frozen è vendutissimo anche tra gli adulti)?!

I miei esperimenti con le amiche?

Il mio ferragosto fuori dagli schemi o il  rientro dalle vacanze?

Le mie ferme convinzioni cosmetiche, che hanno visto in un anno un moto di rivoluzione  peggio della luna intorno alla terra.

Non so come ho fatto a credere in amicizie reali da rapporti virtuali con altri blogger, e trasformare delle collaborazioni in un post a 4 mani.

Non so come ho fatto a far evolvere un’idea in un progetto e a coltivarla con la dedizione di un lavoro.

Ma so cos’è la motivazione e cosa vuol dire avere una passione.

Un anno da blogger, un anno di conquiste  (ed un talent in mezzo) e talvolta delusioni (averlo perso giunta in finale), un anno d’infinite soddisfazioni.

Il bello del Natale, parte 2

Il bello del Natale, parte 2

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Ebbene è già passato un anno da quando provavo ad intenerirvi con l’immagine del mio cane (Banjo, per chi non lo sapesse) in versione Christmas ed un articolo sul bello del Natale .

Molti di voi penseranno i regali (ed io di spunti ve ne do parecchi sul mio blog), si, anche, ma non solo.

In verità penso che i regali più belli sono quelli che ci auto-regaliamo, dopo averli a lungo mirati e contemplati o semplicemente in seguito ad un raptus di shopping compulsivo, senza aver avuto bisogno di seminare in giro più tracce di Pollicino, per condurre i nostri amati all’acquisto giusto.

Non sono da escludere casi in cui l’oggetto designato viene confuso con altri simili (che so prendi una Moondust Urban Decay per una Naked , o una palette labbra nella versione blackmail per una Junkie, mica roba da poco) causando incidenti diplomatici legati inesorabilmente al dramma dell’incomprensione (“Non mi conosci, ti sembro tipa da rossetto rosso?!“- “Ecco lo sapevo, hai sbagliato, non mi ascolti mai”-“Non ti riesce mai una sorpresa, devo mica farti il disegnino?!”).

La mia dolce metà si è lasciato guidare per mano al regalo sicuro… letteralmente.

Mi ha presa per mano e portata, anche in maniera dolce e romantica, per carità, al negozio, fiero di fare la scelta giusta.

Ecco il bello del Natale per me è emanciparsi dal vincolo (passatemi il richiamo a Franco Battiato, nel mio eterno connubio make-up- musica) dei “doveri”ed entrare nel mood dei piaceri.

Natale è stupire e lasciarsi stupire, senza condizionamenti.

Prendere un caffè al bar con una vecchia amica che vive in Francia, che non vedi da un anno, e d’un tratto veder tirare fuori dalla borsa, in moto sincronizzato, l’una un cadeau per l’altra.

Ed ancora una volta no, non essere felici per l’oggetto, ma per il fatto che né la distanza, né l’ampio anticipo sul Natale, abbiano impedito di pensarsi.

Non vedersi ma conoscersi, ricordare tutto dell’altra.

Non a caso ho ricevuto una palette di una marca introvabile in Italia, Adopt, con una selezione di colori stupenda (proprio quella che avrei scelto).

Non a caso ho regalato una tazza con infusore piena di gattini, a lei che non so se ama più i gatti o il te.

Il bello del Natale è sapere che il proprio uomo non vuole farti una sorpresa, ma solo farti felice, anche nel modo più spartano del mondo.

Il bello del Natale è ricevere a casa un biglietto scritto a mano e anche velocemente, da parte dei membri della redazione con cui collabori, mandato in fretta e furia per arrivare prima a destinazione, e sentirti parte di una famiglia, di un insieme, di un disegno molto più ampio.

Il bello del Natale è non avere voglia di fare niente ma, da vera Glam girl, aver voglia di fare tutto, tutto ciò che è piacere e spensieratezza.

Stare sempre in giro, con il pretesto di trovare l’ultimo regalo, e poi chiudersi nei caffee bar a consumare cioccolate calde per riscaldarsi .

Sapere che non avranno un gusto così dolce in nessun altro periodo dell’anno.

Il bello del Natale è legato si alla Birkin bag, figa sotto l’albero, che scalpita dentro la sua confezione patinata, ma la felicità, quella vera, è la sua atmosfera inconfondibile, che senti crescere nei giorni che lo precedono, carichi di attesa e preparativi come il sabato del villaggio per Leopardi.

Giorni che si esauriscono velocemente come un pacco accuratamente confezionato e scartato voracemente in pochi istanti.

Il Natale lo senti dentro, immutato negli anni, per calore che si respira, anche quando fuori fa freddo.

 

Il primo post non si scorda mai

Il primo post non si scorda mai

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con instagram mi sto specializzando!

Il primo post non si scorda mai, dicono.

In effetti il mio lo ricordo bene: l’apoteosi dell’impersonalità.

Un articolo chiaro, lineare, scritto anche mediamente bene, ma che non era altro che un timido affacciarsi al mondo virtuale con discrezione, in sordina, senza far rumore.

Era la recensione di un blush se non erro, prodotto che tuttavia mi garba ancora, ma ciò che rappresentava era l’adeguamento conformistico ad un genere parecchio spulciato, il classico indottrinamento allo shopping consapevole.

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era questo per chi se lo fosse chiesto…

Ed io da gradassa padroneggiavo la mia esperienza, conscia di essere niente di più di una goccia in un oceano.

Cosa c’era di me in quell’articolo, al di là di un modesto parere? Niente, o forse poco, il giusto indispensabile che distingue la mia penna.

Perché quando facciamo il “debutto in società” il nostro approccio è pieno di riserve, come l’atteggiamento di una fanciulla al ballo delle debuttanti: curioso ed insicuro.

Nessuno la sta aspettando ma la sua apparizione può incuriosire uno,due o forse tanti, che le porgeranno la mano e le chiederanno di ballare.

E saranno gli stessi occhi interessati a darle il coraggio di buttarsi nella mischia e ritagliarsi la sua parte nel mondo.

Il blog è esattamente come una donna, che maturando affina il carattere, rimane l’indole fanciullina, sotto forma di grazia e spontaneità, ma lascia il segno per il carisma e il proprio modo di fare.

Di fare e di dire, di pensare e di essere, piacere nella misura in cui sa appassionare e farsi seguire, influenzare senza essere influenzata.

Un blog è quasi una seduta psicanalitica: nella ricerca degli argomenti ti spinge all’introspezione, al modo giusto per tirarli fuori, alle parole esatte che rendano giustizia al modo di sentirli dentro e farli rivivere.

Un cantuccio in disparte dove sederti a fissare i mutamenti e il divenire e perché no: anche una lezione di teatro dove più senti la parte, più t’immedesimi, più entri nel cuore di chi ti guarda e ti ascolta.

E in fondo anche un corso di autostima, dove investire nella propria immagine equivale a mettersi in gioco e riuscire a guardarsi con occhi altrui, sentendosi un pò uno, nessuno e centomila.

Ringrazio tutti coloro che mi associano ad Alessandra Ambrosio, sullo stacco di coscia ci siamo quasi 😀

Tutto questo è un blog, tutto ciò è una blogger.

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love my blog