I difetti non esistono se non li vediamo

I difetti non esistono se non li vediamo

Non so se vi è capitato mai almeno una volta nella vita ma negli spogliatoi della palestra vengo rapita da un imbarazzante voyeurismo (ci tengo a tranquillizzare i miei compagni di corso circa le mie sane intenzioni).

Avete capito bene: l’irrefrenabile istinto di osservare quella moltitudine di corsi ignudi che frenetici corrono verso le docce.

In verità non è imbarazzante per i portatori sani di culetti al vento, che si esibiscono con la fierezza dei nudisti in spiaggia, piuttosto lo è per me, riuscire a resistere all’insana curiosità femminile di sbirciare gli eventuali pregi o difetti.

Ebbene si, solitamente mi autocensuro manco avvistassi, bigotta, un film hard in seconda serata, pensando che forse non mi farebbe piacere sapere che qualcuno, nell’angolino, fissasse clandestinamente le mie smagliature ripetendosi nella mente “mal comune mezzo gaudio”. 

Eppure tutte le volte ciò che più mi fermo ad ammirare non sono tanto i difetti, quanto la disinvoltura con la quale ciascuno manifesta la propria nudità, convivendoci serenamente, in presenza di cellulite, cicatrici, smagliature e chi più ne ha più ne metta.

In che modo “indossiamo” il nostro corpo?

Quanto siamo inclini ad accettarlo e mostrarlo agli altri?

Ma soprattutto in che modo il nostro atteggiamento influenzerà la percezione altrui?

Talvolta lasciamo che le nostre fragilità prendano il sopravvento su noi stessi e temiamo che gli altri le scoprano per paura di dover sostenere la disapprovazione, la nostra.

Una disapprovazione che punta i riflettori sulle proprie  debolezze, rendendoci piccoli di fronte ai nostri stessi occhi.

Forse per questo motivo Kim Kardashian ha deciso di costruire un impero sul proprio deretano, per vivere l’illusione che dietro quel popò di roba ci fosse la perfezione eppure, se non avesse giocato d’attacco, non avrebbe perso 100 k in un secondo, insieme alla fiducia di quei followers.

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Kim, ma che ci combini?!

La cellulite non ha mai sconvolto nessuno, ma sapere che dietro ad ogni foto ci fosse lo zampino di photoshop si, ha deluso ed indignato tutti quelli che avevano creduto nella buona fede di chi aveva fatto dell’abbondanza la propria benefica bandiera.

Quello che ho capito, in sostanza, è che i difetti esistono solo se li vediamo noi per primi, se non ce li riconosciamo non esistono, in palestra, negli spogliatoi, come al mare o nel resto del mondo.

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Ed io vista dal basso sembro persino alta!
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Una mamma è per sempre

Una mamma è per sempre

Una mamma è per sempre, proprio così, dal momento in cui sceglie di darti alla luce a quello in cui subisce la scelta di lasciarti sola, trasmettendo un pezzo di se al mondo, e non parlo solo del patrimonio genetico.

Mia madre mi ha regalato il suo sorriso,  ma anche la sua immensa allegria.

Mi ha impresso le medesime rughe d’espressione naso labiali ma, con esse, le sue infinite doti di arrangiamento che fanno, di quei tratti, segni di esultazione, la prova che abbiamo riso tanto, insieme.

Mi ha donato i suoi occhi, ma più di ogni altra cosa un punto di vista in più con cui osservare il mondo.

Infine il suo stesso naso, per fiutare le cose belle.

Belle come le volte spese a parlare sul lettone o a provare vestiti nei camerini, i miei preferiti, fortuna che esistevano sgabelli a sostenere le attese durante la mia indecisione, come il giorno che ho compiuto 18 anni.

Non esistono però panchine che sostengano il peso della sua assenza nella mia vita.

Eppure pochi pensano a quanto la distanza a volte sia più ingombrante della presenza, a quel momento in cui non è tua madre a dirti cosa devi fare ma vai in automatico, facendo quello che avrebbe fatto lei, senza che te lo abbia chiesto (rompendo).

Togliere i piatti dalla tavola, quasi mentre gli altri ancora mangiano, e lavarli immediatamente per sentirsi pervasi da un irrazionale senso di libertà subito dopo averlo fatto.

Comprare i cuissardes e sapere che lei li ha già indossati negli anni 70, di un colore più audace, di te che ti senti avanti.

Prendersi cura di se per il piacere di farlo, senza doverlo dimostrare a nessuno, solo alla fedele estetista che aspetta la chiamata ogni settimana.

Con la propria organizzazione supplire quella altrui e salvare loro il culo.

Non giudicare ma accogliere, consigliare e infine sbottare perché le tue dritte non sono neanche state prese in considerazione.

Ho capito che esistiamo nella misura in cui lasciamo qualcosa di noi agli altri, ed in quella scoperta ho trovato il senso della vita

Una mamma è per sempre, che ci sia o meno, ed io per la sua festa le ho regalato l’eternità.

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L’arte del ritocchino make up. Quando e come farlo, ovunque.

L’arte del ritocchino make up. Quando e come farlo, ovunque.

Chi di voi non è cresciuta con il culto del ritocchino del make up?

Dicesi ritocchino quel gesto, esageratamente charmante, di ricostruzione del make up, compiuto in zone adiacenti o limitrofe i vostri luoghi d’interesse, dai bagni dell’ufficio all’autogrill. 

Altresì effettuato con rimedi di fortuna come specchietti di rudimentali portarossetti (ma che ne sanno i millenial?) fino a quello retrovisore, durante le code in tangenziale. 

Il ritocchino, tuttavia, resta un termine generico per indicare svariate tecniche di “restauro“, dall’iconica incipriata, al riempimento di rossetti sbiaditi.

Eppure… sarà così provvidenziale? Dipende.

Conosco amiche che potrebbero risvegliarsi al mattino seguente con il trucco ancora intatto, senza aver bisogno di rinfrescare la propria mise en pose.

Non stupirà nessuno che il prototipo della “donna che non deve replicare mai” abbia la pelle normale-secca.

Una pelle mista o impura no.

Questa tipologia non assorbe il trucco: lo beve.

Se, come me, avete la pelle mista, probabilmente dopo qualche ora (non occorre aspettare un’intera giornata) vi ritroverete con la pelle unta nella famigerata zona T e praticamente senza trucco.

Non importa se vi siete ripetutamente toccate il viso o meno, il risultato non cambia: nude skin. 

Se oltretutto siete olivastre il vostro make up non soltanto è scomparso ma ha proprio virato colore, oscillando tra il giallo e il grigio andante.

Eppure struccarsi non sempre è possibile, soprattutto se dovete far entrare tutto in una clutch e dovete saper fare una selezione dell’essenziale.

Un pò come chiedere ad un bambino se vuole più bene alla mamma o al papà o ad una make up addict di scegliere tra Heroine e Ruby woo. Impossibile.

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Meglio Ruby woo o Heroine? Questo è il dilemma!

Se dopo un giorno in ufficio il vostro aspetto è sfatto ma siete state invitate allo spettacolo delle 20 al cinema (proprio dal tipo che vi piace) non importa che voi facciate i salti mortali: evitate di rifare il trucco da zero, partendo però dalle”macerie” del precedente.

Ciò che otterrete sarà soltanto un make up stratificato e spento che, vi assicuro, tenderà a formare crepe, evidenziando ancora di più le rughe d’espressione.

Forse in foto non si noterà, ma live sicuramente si.

La regola d’oro in questi casi è rinfrescare, non ricostruire (per quanto sia nobile il vostro tentativo di salvare il salvabile).

Le mie nuove linee beauty prevedono due opzioni:

A) Tenere delle salviettine struccanti, meglio se leggermente abrasive, così da esfoliare la pelle del viso, rendendola luminosa, anche senza l’aiuto del make up.  Per detossinare e purificare a fondo in un solo gesto sono perfette le salviette struccanti al carbone Sephora, presentano un lato liscio ed uno leggermente abrasivo per esfoliare in profondità. Da quale lato cominciare? Io di solito preferisco quello liscio per asportare delicatamente il make up (superstite) e infine quello abrasivo per esfoliare velocemente il viso, restituendogli un’aura di luminosità.

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foto credits: sephora.it

Un’alternativa più delicata ma ugualmente efficace potrebbero essere le salviette esfolianti Equilibra, dimenticate dunque acqua e sapone ma ricordate di massaggiare delicatamente la pelle del viso con movimenti circolari e pressione modulabile. In questo caso è preferibile esfoliare prima e detergere successivamente con il lato morbido che, con la sua lozione cremosa, idrata.

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foto credits: Equilibra.it

A proposito d’idratazione, se volete puntare sulla luminosità e ridurre al minimo il make up, reidratate la pelle del viso con una spruzzata di acqua termale e preparate il viso ai successivi step. L’acqua termale Avène è un must, soprattutto d’estate per rinfrescare e lenire la pelle (le habitué degli eritemi la conoscono bene), vaporizzata dopo la detersione riequilibra la pelle, facendo durare di più il make up. Problema spazio? Esistono mini taglie, spesso in regalo con la versione full size, da tenere sempre in borsa!

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foto credits: glamour.com

Dopo aver liberato la pelle dallo strato di grigiume che la attanagliava con un fondotinta compatto come il Next to Nothing Powder, ultimo arrivato in casa Mac, dalla texture soffice e con booster di micro luce che garantiscono l’aspetto di pelle salutare e radiosa, uniformate la base.

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foto credits: Maccosmetics.it

Con un blush illuminante come Galifornia Benefit, uno splendido rosa dorato che fa subito estate, diffondete luce sul vostro incarnato partendo dagli zigomi, estendendovi fino alle tempie per un effetto più glow.

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Ogni estate per me viene prima il blush e poi il sole

Infine concludete con generose dosi di mascara, per sottolineare lo sguardo e un velo di rossetto per darvi una nota di colore: la vostra stanchezza passerà in secondo piano!

Quando si avverte maggiore stanchezza è sempre meglio usare meno make up per ottenere un effetto più luminoso e non pesante.

Se il tempo stringe e non avete ne voglia ne intenzione di portare troppe cose con voi esiste pur sempre un piano B.

B) Il mio consiglio è tamponare l’eccesso di sebo con una blender assorbi sebo (lo sapete che ormai le veline sono out?!), le Blotterazzi by Beauty Blender fanno al caso vostro, da portare sempre con se ma soprattutto lavare e riutilizzare (e gettare dopo due mesi circa) e sostituire la consueta cipria con un blush.

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foto credits: sephora.it

La prima, soprattutto su un incarnato spento, per quanto leggera ed impalpabile, creerebbe un effetto gessoso, il secondo al contrario conferisce un delizioso aspetto bonne mine, illuminando il viso.

Puntate l’attenzione sugli occhi o la bocca con un soft smokey nei toni del marrone nel primo caso, o con un rossetto strong ( i sopraelencati Heroine o Ruby woo andranno benissimo).

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basta poco, che ce vò!

Nessun problema se non avete con voi pennelli per un’applicazione ad hoc, l’effetto messy è di gran tendenza, non solo per i capelli!