Tipe da profumeria

Tipe da profumeria

Riconoscere in una profumeria una beauty addicted, professionista o appassionata che sia, è semplice, fondamentalmente perché appartiene ad una delle sette categorie che la affollano.

Distinguere i vari gironi danteschi un gioco da ragazzi:

La beauty addicted

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La prima per l’appunto si perde nei meandri del negozio, esaminando con attenzione ogni singolo scaffale, senza saltarne nessuno, sempre attenta ad ogni novità del mercato cosmetico, manco fosse la madrina pronta a battezzarlo. Si aggira con padronanza, seguendo un suo ignoto percorso logico (presumibilmente dando precedenza ai marchi che predilige, lasciando per ultimi quelli che snobba o sono money-off limits), spruzzando qua e là tracce di profumo per riemergere, come Pollicino, da quella selva oscura. Alla domanda della commessa -“Posso esserti utile?“- risponderà inesorabilmente “No grazie, sto dando un’occhiatina“, ed in effetti no, non ha bisogno di niente lei, solo d’immergersi in quell’appagante paese dei balocchi per alcuni minuti (se va bene) ed estraniarsi dal mondo. Dimenticavo: non vuole essere disturbata e adora uscire con le mani colorate come la tavolozza di un artista astrattista.

Capitata per caso 

La capitata per caso solitamente cerca qualcosa che consuma e gli è finito (non mi meraviglierei se fosse il profumo) ed è un caso che sia Sephora piuttosto che Douglas, o Marrionaud, sceglie solo il posto più facilmente raggiungibile dalla propria posizione. La libera concorrenza tra le profumerie e di conseguenza il prezzo migliore non interessa loro, per il semplice fatto che, frequentando così poco questi ambienti, l’unico prezzo che conoscono è quello di listino. Le capitate per caso le riconosci immediatamente, dal loro passo spedito e rivolto verso la commessa, sempre di fretta, concise e dirette -“sto cercando xxx” – (since 1990) un metodo indubbiamente efficace per evitare di osservare ed essere indotti in tentazione.

L’amica della beauty addicted

L’amica della beauty addicted tanto per cominciare non ne capisce niente di beauty, nè condivide questa passione con lei, è tuttavia sensibile al tema dell’estetica. Questa fortuita vicinanza le offre la possibilità di non interessarsi personalmente, seguendo milioni di pagine social e newsletter, rimanendo tuttavia informata sui Must da non perdere e le ultime novità del mercato cosmetico. In sostanza in profumeria, senza troppi preamboli, andrà mirata all’obiettivo, chiedendo il prodotto suggeritole dall’amica del cuore. Nb: perderla le sarebbe fatale.

La sapientona 

Un derivato delle beauty addicted, una categoria frequente e infida quella delle sapientone. Come agenti in borghese ispezionano i punti vendita, verificando anche la corretta disposizione dei prodotti, perché odiano il disordine dello stand espositivo e si rivolgono alle commesse con il piglio di chi non sa nulla. Attenzione è un perfido tranello per verificare la preparazione di queste ultime e lamentarsi, come da consuetudine, che non ne capiscono niente e che la propria preparazione è di gran lunga superiore.

La blogger

Non importa quanti followers abbia: pensa (o spera) di essere riconosciuta ovunque. Vaga con disinvoltura nel punto vendita, sfoderando outfit da copertina, sorridendo compassionevole alle commesse, che si divertiranno sicuramente meno di lei a sguazzare nella cosmetica. Il termine blogger ovviamente è puramente indicativo, potrebbe anche avere un semplice canale instagram, che aggiorna in tempo reale con le tappe della propria giornata, da far adorare alle fans manco fosse la via Crucis. Sempre a caccia di campioncini e anteprime il suo sogno è finire tra le pagine patinate di Vogue.

L’aiuto dipendente 

L’aiuto dipendente è il miraggio delle beauty consultant. Entra in profumeria perennemente disorientata e si ferma a cercare lo sguardo della commessa alla ricerca di aiuto. Non ha ancora capito le proprie esigenze ma ama abbandonarsi alle cure “degli addetti ai lavori” che sceglieranno per lei il prodotto migliore, o almeno di questo è convinta. Il profilo tipo è la libera professionista, troppo impegnata a riflettere sui massimi sistemi del mondo per occuparsi di frivolezze, nonostante i tentativi (falliti) non ne capisce niente di beauty, ma è disposta a spendere (tanto), non a caso è adorata dalle beauty consultant quando occorre alzare il fatturato.

La collezionista 

La collezionista è l’ennesimo derivato delle beauty addicted, con la differenza che la vedrete bazzicare più spesso in profumeria in prossimità del lancio di un nuovo prodotto (in pratica vive nelle profumerie). Il suo limite è la mancanza di autocontrollo, che la rende anche poco obiettiva nei confronti di ciò che si accinge a scegliere, solo perché ampiamente anticipato dal web. In sintesi potrebbe acquistare un rossetto solo per il packaging, anche se il colore ricorda altri dieci di quelli già in suo possesso, o peggio ancora acquistare un prodotto non donante per mera smania di averlo e contemplarlo.

Eppure fissare questa varietà umana, come pesciolini in un acquario, mi diverte troppo.

E voi in quale categoria vi riconoscete?

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Un pensiero su “Tipe da profumeria

  1. Innanzitutto ti confesso che odio le commesse che stanno sul fiato sul collo ai clienti, e li aggrediscono con un “Posso esserLe utile?”. Quando mi danno del tu poi mi danno doppiamente ai nervi. Capisco che in tempi di crisi possa venire la tentazione di “spingere” il cliente all’acquisto, ma con gli spiriti liberi come me questa tattica non funziona: se percepisco che stai cercando di mettermi pressione in qualche modo, io faccio ciao ciao con la manina e giro i tacchi senza rimpianti.
    Riguardo alla divertente casistica che hai tracciato, io mi riconosco senza dubbio nell’identikit del capitato per caso: in profumeria come in qualsiasi altro negozio, quando entro di norma so già cosa prendere, e le rare volte in cui entro senza avere le idee chiare faccio come hai detto tu, afferro un prodotto che sembra fare al caso mio e buona notte.
    L’unico punto in cui differisco da quel ritratto è la scarsa attenzione al prezzo: il mio piacevolissimo soggiorno in Liguria mi ha abituato a lesinare anche sui centesimi quando è possibile. Perché non è un luogo comune, i liguri sono davvero tirchissimi. Ma non lo considero un difetto.
    Riguardo agli altri ritratti, ho un’amica che si comporta esattamente come la blogger: racconta le sue giornate su Facebook dalla A alla Z. E infatti quando mi capita di uscire con lei vedo che si geolocalizza ogni volta che ci spostiamo da un luogo all’altro, oppure scrive un post su Facebook per ogni cosa che facciamo durante la serata: uno per commentare il film che abbiamo visto, un altro per spiegare cosa mangiamo a cena, un altro ancora in cui riassume i contenuti della nostra chiacchierata eccetera. La cosa non mi dà particolarmente fastidio, ho delle amiche ben peggiori di lei. 🙂

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