Make up di San Valentino ma soprattutto regali…

Make up di San Valentino ma soprattutto regali…

Il mio titolo è visibilmente ingannevole anche perché, la sottoscritta, tutta quest’importanza a codesta festa non l’ha mai data.

Ma a febbraio di cosa vuoi parlare se non di San Valentino, sfoderando argomenti a tema?

Bè, poco male, parleremo di amore e regali, ma anche di make up ed immagine.

Circumnavigheremo, come mia consuetudine, il tema, toccandone molti altri durante la navigazione e facendo a ciascuno un inchino.

Comincerò sfatando un mito: “io non ci tengo alla festa di San Valentino”, è la solita fandonia femminile, la risposta più conformista, simbolo lampante di un manifesto anticonformista.

L’ho detto io per prima, me ne rendo conto, e non fraintendetemi: so perfettamente che non è il trionfo di cuoricini e orsetti a tenere alto il nome dell’amore ma schierarsi nella fazione opposta alla festa, regina del consumismo, comunque una bugia.

Una bugia detta per minimizzare molte altre cose, a cominciare dal fatto che i nostri uomini non sono romantici, e no, non per San Valentino, ma praticamente mai.

Perché inneggiare alla giornata dell’amore se raccogli farfalle nello stomaco ogni giorno della tua vita?!

Ma perché gridare allo scandalo del consumismo se poi Babbo Natale bussa generosamente alla vostra porta la media di 8 volte l’anno (natale- epifania- pasqua- compleanno- onomastico- anniversario- mesiversario- incentivo esame/ promozione a lavoro)?!

Eppure ho conosciuto coppie non scambiarsi regali a Natale ma cercare intensamente un’atmosfera per San Valentino, intenti ad inneggiare anni di sopportato amore.

Non è una visione cinica ma realista: l’amore inizia dove finisce l’innamoramento e c’è davvero da festeggiare se dopo diverso tempo la coppia rimane complice e affiatata, piantando una bandiera di conquista per ogni sforzo sostenuto, per ogni incomprensione risolta e sciolta in un pianto liberatorio, per ogni giorno in cui ha preferito la strada difficile a quella più facile (fatta di leggerezza) portando avanti un credo.

Si, come nella fede, sposare un’idea, l’idea di amare con i pregi ed i difetti la persona scelta, perché semplicemente un brillio l’ha illuminata, tra tanti, mettendola al centro dei tuoi pensieri come un occhio di bue a teatro con gli attori.

Il mio discorso è particolarmente sentito dopo una serie di fidanzati tanto anticonformisti quanto poco romantici.

Un tempo ne ebbi uno che l’unica volta che mi stupì con una sorpresa mi regalò una piantina, che ovviamente morì poco dopo.

Forse non ve l’ho mai detto: non ho il pollice verde (e manco il mignolo).

Ma come rendere felice un uomo il giorno di San Valentino?

  • Non imponendoglielo! Da che mondo è mondo è risaputo che più le cose ci vengono imposte meno le sceglieremo, quindi… San Valentino? E cos’è?!
  • A che serve farsi carine per ore se poi quel trucco finirà colato e impiastricciato per tutto il vostro viso a partire dal rossetto?!
  • Fatevi carine ma per lui, non per gli altri.

Su questa affermazione c’è un’ampia letteratura a riguardo, un tempo una mia amica mi disse, in quelle lunghe conversazioni da bar, che il proprio uomo la contemplava con fierezza durante le uscite pubbliche, vistosamente in tiro, come si fa con uno stallone al pallio.

Il mio, al contrario, sembrava non alimentare la vanità insita in me, come in ciascuna donna, ma non facendolo al tempo stesso sembrava mettere la mia autostima sotto i piedi.

Alla fine ho realizzato che gli uomini si possono dividere in due grandi macrocategorie:

  1. quelli che ammirano l’avvenenza della propria donna, pensando però di essere i soli a possederla.
  2. quelli che, come il mio, come reazione a delle forme esibite non manifestano la volontà di togliere nel primo momento utile quei pochi indumenti ma coprire con istinto protettivo.

Nel dubbio quindi riservate le mise sexy e provocanti per le zone d’ombra.

Come essere certi che riceveremo un regalo (prima o poi)

  • Puntate sul senso di colpa. Esattamente, avete capito bene. “Ma no amore, non ci tengo al regalo, non importa” e poi fatevi trovare con una sorpresa per lui, si sentirà in difetto (come sempre) e l’anno dopo non si farà trovare impreparato (collaudata!).

E ora finalmente il make up…

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Puntate l’attenzione sullo sguardo con un make up anni 50, un grande must, che risveglia l’ormone sopito in ogni uomo.

Non servono attente e accurate indagini, crucciarsi se è meglio un ruby woo o un russian red mac, un sottotono blu o aranciato, gli uomini vedono soltanto un rosso o un fucsia (emblema della femminilità), e il contenuto, ovvero delle labbra voluttuose.

Un occhio allungato con eyeliner da cerbiatta (decisamente no a ciglia finte o tutto ciò che possa essere “smontato” nel corso della serata), una base radiosa effetto bonne mine ed un rossetto rosso basteranno ad alimentare lo stereotipo, dell’esemplare medio di homo sapiens, di donna bona.

Regali da farsi fare

Più che consigli la lista di ciò che vorrei io stessa (nella speranza che la mia dolce metà legga) ma è risaputo che le donne trovano irresistibili gli oggetti puntati da altre donne, per due motivi

  1. il gusto di toglierli a loro
  2. la conferma al fatto che se siete più di una a fissare lo stesso oggetto è figo davvero

Pandora anello (59,90) 

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foto credit: Pandora

Nell’attesa del diamante reale, un brillocco super luccicante, mi accontento di questo diamante dark.

Ovviamente è la mia fervida fantasia a vederlo tale ma lo trovo significativamente originale nell’intento di imitare, nelle forme, un diamante.

D’argento perché ormai l’oro sembra tramontato (la crisi ha colpito anche lui) e soprattutto ricordate: se avete 30 anni (come me) lasciate che l’acciaio e metalli vari riempiano gli scaffali delle ferramenta, non del vostro porta gioie.

Un rossetto viola 

Vi ho già spiegato che, ahimé, sono stata affetta da violite acuta quest’anno.

C’è chi si cruccia per la tonalità di rosso perfetta e chi per quella di viola, anche perché ho realizzato da qualche mesetto che sulle more dalla carnagione olivastra spicca come pochi.

E adesso alla mia collezione manca lui: un viola caldo, eccentrico ma non esagerato che potrebbe tranquillamente essere incarnato da queste due proposte.

  • Hot stuff Mulac (14,90) : L’opzione perfetta per un regalo fatto da un uomo cibernauta, che non si avvicina neanche lontanamente ai negozi, acquistabile con un clic dal sito internet. Un colore fantastico, a metà tra un viola ed un fucsia su base calda, opaco e soprattutto no transfer (per labbra a prova di bacio, quindi per San Valentino potete indossarlo) che appartiene alla nuova collezione dei velvet ink.
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foto credits: Mulac
  • Recollection Mac (21,00) : Un mac store, soprattutto nelle città, è facile da reperire ed immediato, per un cadeau dal gradimento assicurato. Costa un pò di più del primo ed appartiene alla collezione Retro Matte Liquid Lipcolour, finish opaco, confortevole, pieno fin dalla prima passata, dall’intensità modulabile che udite udite non secca le labbra neanche da asciutto.

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Palette what a spice Inglot (106 euro)

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Non sapevo cosa fosse la qualità inglot fino a che non l’ho testata sulla mia pelle realizzando che è uno dei marchi migliori in commercio.

Da quel momento ho preso a bramare qualunque loro oggetto, tra questi la palette what a spice, novità autunno inverno.

Una palette di dieci ombretti (mega cialde tra l’altro) dalle tonalità calde, che ricordano appunto i colori delle spezie e dell’autunno, dalla curcuma alla noce moscata passando per la cannella.

Una palette versatile e a detta di chiunque iper pigmentata, e chi meglio di me per valutarlo considerata la mia carnagione sunkissed?

E non dite che non ho accontentato tutti con le mie proposte che soddisfano svariate fasce di prezzo!

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9 pensieri su “Make up di San Valentino ma soprattutto regali…

  1. Con il mio primo amore avevamo un’abitudine: quando dovevamo farci un regalo, invece di farcelo a sorpresa ce lo facevamo programmato, nel senso che per non sbagliare ci chiedevamo l’un l’altra cosa avremmo voluto ricevere.
    Una volta lei mi chiese la colonna sonora del film “Il fantasma dell’opera” di Joel Schumacher. Ovviamente non era una cosa facile da trovare: sono pochi i negozi di cd che tengono le colonne sonore, e tra quei pochi non era affatto scontato che almeno uno avesse proprio il cd che stavo cercando.
    Dopo aver girato a vuoto qualche negozio, decisi di attaccarmi al telefono e chiamare tutti gli altri che non avevo ancora visitato, nella speranza che almeno uno ce l’ avesse. Quando alla fine lo trovai, ero così contento e incredulo che non riuscivo a parlare, così mormorai un “Grazie” e riagganciai.
    Poi, riacquistata un po’ di lucidità, guardai mio padre e gli dissi: “Porca miseria, non me lo sono fatto mettere da parte!” Lui mi rispose: “Ragiona: secondo te, quante possibilità ci sono che qualcuno entri in quel negozio e compri proprio quel cd?” Aveva ragione: era praticamente impossibile che qualcuno me lo soffiasse. Tuttavia, nella mia testa quel cd era diventato una sorta di Santo Graal, e quindi anche il minimo rischio di vedermelo sfuggire bastava per mandarmi nel panico. Era una paura irrazionale, così come era irrazionale ed esagerata la foga con cui mi ero messo a cercare quel cd.
    Alla fine ci fu il lieto fine: io comprai il cd, il regalo fu molto apprezzato e il nostro periodo d’oro continuò. Si sarebbe interrotto l’anno dopo, per lasciare spazio ad un periodo di crisi irreversibile che alla fine ci portò a dirci addio.
    Ci siamo rivisti 5 anni fa, al cinema. La nostra fu una conversazione piacevole, ci aggiornammo per sommi capi sulle rispettive vite e poi entrammo in sala.
    Al termine della proiezione lei venne da me, mi chiese se mi era piaciuto il film e poi mi salutò. Apprezzai il fatto che non avesse detto qualcosa del tipo “Ci vediamo” oppure “Manteniamoci in contatto”: entrambi sappiamo benissimo che le nostre vite hanno preso delle strade diverse, quindi dire una frase del genere sarebbe stato finto e ridicolo.
    Spero che lei abbia conservato quel cd. Non perché vorrebbe dire che in un certo senso continuo a fare parte della sua vita (di questo non mi importa), ma perché quel cd è stato ottenuto a seguito di una lenta e paziente ricerca, che soltanto una persona spinta dall’amore si sarebbe sobbarcata, e quindi è diventato un oggetto simbolico, è la prova di quanto fosse profondo il mio amore per lei. Cosa ne pensi di tutta la vicenda?

    1. Che sei pronto per la tua prima autobiografia! Mi sono molto divertita a leggere il tuo racconto.
      Comunque alla tua ex va sicuramente il merito di non aver chiesto oggetti convenzionali (come i miei)e questo ha fatto sì che la tua ricerca fosse preziosa quanto la sua richiesta. Ps: conosco un negozio di cd fornitissimo se dovessi avere bisogno con le prossime fidanzate 😀
      Ma tu a lei cos’hai chiesto?

      1. Le chiesi il dvd di Ritorno a Cold Mountain. E’ tuttora uno dei miei film preferiti. Grazie mille per i complimenti e per la risposta! 🙂

    1. Quando scrivo uno dei miei pensieri ricorrenti è far divertire chi legge. Se ti sei divertita sono riuscita nell’intento, grazie 😊
      Comunque quello che ho in foto è un fucsia violaceo, ariana grande viva glam 2, ovviamente l’ho comprato per aiutare la ricerca contro l’AIDS (non e vero!)😆

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