Come fare shopping e non sentirsi in colpa

Come fare shopping e non sentirsi in colpa

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un selfie da shopping

Lo shopping riempie dei vuoti , è un dato di fatto.

Un pò meno scientifico come riempire i vuoti lasciati nel portafoglio in preda a questi impulsi ossessivo compulsivo.

Per capire se rientrate nei parametri del prototipo dell’individuo da shopping malinconico dovete identificarvi in almeno tre delle seguenti affermazioni:

  • Fate spesso shopping in solitaria (dunque non nasce come momento di condivisione con amiche).
  • Fate spesso shopping on line (bando alle ciance come esaminare con attenzione la ricercatezza dei materiali)
  • Fare shopping talvolta non è preventivato nel palinsesto delle vostre giornate ma diventa un modo come un altro per fare un giro.
  • Perché non uscire semplicemente vagando per la città o sorseggiando qualcosa al bar? Perché l’idea di fermarvi al bar e ordinare, come nelle commedie americane, un doppio whisky vi sa tanto di sfigato se non siete in compagnia a farne un momento di leggera condivisione.
  • L’entusiamo per quanto acquistato si esaurisce in giornata (a volte anche prima delle 12 ore)
  • Vi siete trasferite in una città nuova e girare per negozi è diventato un modo per andare in avanscoperta del posto e sentirvi meno sole.

3 risposte positive sono la conferma che per voi lo shopping non è un bisogno reale ma un modo per coccolarvi e passare il tempo.

Strategie per non cadere in tentazione 

Vagate per il web? Cancellate le vostre cronologie e rendete vergine il vostro pc!

Sarà una noia riscrivere nuovamente tutte le proprie password, ma come saprete ad ogni nostro passaggio il web registra le nostre abitudini virtuali, ricordandocele.

Ergo? Se l’ultima volta che vi siete collegati ad internet avete fatto un giro su Asos (così, uno a caso, ogni riferimento sarà puramente casuale) uscendone indenni, i vari banner pubblicitari (che si apriranno puntualmente in tutte le pagine che visiterete, fosse anche l’accademia della crusca) torneranno a ricordarvi cosa non avete acquistato.

Un modo silenzioso e un pò infido per fare insidiare questi oggetti nella vostra mente.

Riviste di moda? No grazie!

Io mi alimento di riviste di moda dalla tenera età di 12 anni, quando Cosmopolitan ai miei occhi descriveva un universo ignoto (sindrome premestruale- sesso e lavoro) ma devo riconoscere che sfogliarle, quando si è particolarmente vulnerabili, potrebbe spingere ad una lunga lista di cose da voler comprare.

O generare una frustrazione scaturita dal non poterlo fare pur volendolo.

Avete voglia di uscire? Chiudetevi in palestra!

Dirlo è quasi un’azione catartica , la speranza che l’idea di espellere tossine a volontà, in uno spazio angusto come le palestre (ricavate anche in garage), sia più interessante di gironzolare per il centro storico della vostra città, magari all’imbrunire, fiutando i profumi che inebriano le vie e provengono dai vicini bar, lasciandovi addolcire dai ragazzi che si amano e “si baciano in piedi contro le porte della notte”, come nella migliore poesia di Prevert, ricordando i vostri anni d’oro (sono una nostalgica trentenne, abbiate compassione).

Ad ogni modo: se tutte le cose sopraelencate, in effetti non volgono a favore della palestra, sappiate che questo sacrificio vi ripagherà di un corpo tonico e bello (che si presta dignitosamente ad indossare qualunque abito) dunque per dirla alla Machiavelli: il fine giustifica i mezzi!

Non aprite quella finestra! 

Quale? Quella d’ Instagram! L’ultima volta che l’ho fatto ho conosciuto un nuovo marchio pieno di pizzi francesi del quale mi sono perdutamente innamorata (grazie ancora Francesca!) ed in effetti, a pensarci bene, sarei anche in tempo per le offerte delle Last chance con spedizione gratuita e consegna celere…

Se il miglior modo per resistere alla tentazione è cedere allora prendete nota delle seguenti tips:

Iscrivetevi alle newsletter dei vostri marchi preferiti 

Farlo chiaramente non vi preserverà dallo shopping ma forse vi farà risparmiare, con le newsletter infatti sarete sempre informati su offerte e promozioni temporanee.

Se non vi serve niente in particolare divertitevi con i saldi al 70%

Se non avete bisogno di qualcosa in particolare i saldi al 70 % potrebbero essere un’occasione interessante per scegliere un oggetto che magari a prezzo pieno non avreste comprato mai e uscire un pò dai soliti schemi.

Prima di comprare qualcosa accertatevi che il prezzo sia corretto

E’ cosa nota che i rivenditori possano applicare il rincaro che vogliono sulla merce in vendita.

Soprattutto per i marchi di nicchia, se il costo non vi convince in relazione alla qualità del capo, fate prima un giro su internet e verificate di comprarlo al prezzo di mercato.

Scegliete degli evergreen 

Se collezionate borse, trucchi, bijoux, abbiate un’accortezza: scegliete degli evergreen.

Io ormai oscillo tra due diverse fasce di prezzo: il low cost sfrenato e il prêt à porter, più in generale indumenti, accessori, quel che sia per essere, di cui si presuppone non cambierò idea l’anno successivo (un tubino nero, un cappotto boyfriend, una borsa vintage).

Anche perché agli anni di piena, in cui mi abbandonavo allo shopping modaiolo, seguivano puntualmente anni di magra, dove non riconoscevo il mio armadio (vi faccio un esempio: piumino fucsia sgargiante) e vorrei scongiurare accadesse anche a voi.

E comunque diciamocelo: ad”una certa”, uno stile classico non vi farà fare mai brutta figura!

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Make up di San Valentino ma soprattutto regali…

Make up di San Valentino ma soprattutto regali…

Il mio titolo è visibilmente ingannevole anche perché, la sottoscritta, tutta quest’importanza a codesta festa non l’ha mai data.

Ma a febbraio di cosa vuoi parlare se non di San Valentino, sfoderando argomenti a tema?

Bè, poco male, parleremo di amore e regali, ma anche di make up ed immagine.

Circumnavigheremo, come mia consuetudine, il tema, toccandone molti altri durante la navigazione e facendo a ciascuno un inchino.

Comincerò sfatando un mito: “io non ci tengo alla festa di San Valentino”, è la solita fandonia femminile, la risposta più conformista, simbolo lampante di un manifesto anticonformista.

L’ho detto io per prima, me ne rendo conto, e non fraintendetemi: so perfettamente che non è il trionfo di cuoricini e orsetti a tenere alto il nome dell’amore ma schierarsi nella fazione opposta alla festa, regina del consumismo, comunque una bugia.

Una bugia detta per minimizzare molte altre cose, a cominciare dal fatto che i nostri uomini non sono romantici, e no, non per San Valentino, ma praticamente mai.

Perché inneggiare alla giornata dell’amore se raccogli farfalle nello stomaco ogni giorno della tua vita?!

Ma perché gridare allo scandalo del consumismo se poi Babbo Natale bussa generosamente alla vostra porta la media di 8 volte l’anno (natale- epifania- pasqua- compleanno- onomastico- anniversario- mesiversario- incentivo esame/ promozione a lavoro)?!

Eppure ho conosciuto coppie non scambiarsi regali a Natale ma cercare intensamente un’atmosfera per San Valentino, intenti ad inneggiare anni di sopportato amore.

Non è una visione cinica ma realista: l’amore inizia dove finisce l’innamoramento e c’è davvero da festeggiare se dopo diverso tempo la coppia rimane complice e affiatata, piantando una bandiera di conquista per ogni sforzo sostenuto, per ogni incomprensione risolta e sciolta in un pianto liberatorio, per ogni giorno in cui ha preferito la strada difficile a quella più facile (fatta di leggerezza) portando avanti un credo.

Si, come nella fede, sposare un’idea, l’idea di amare con i pregi ed i difetti la persona scelta, perché semplicemente un brillio l’ha illuminata, tra tanti, mettendola al centro dei tuoi pensieri come un occhio di bue a teatro con gli attori.

Il mio discorso è particolarmente sentito dopo una serie di fidanzati tanto anticonformisti quanto poco romantici.

Un tempo ne ebbi uno che l’unica volta che mi stupì con una sorpresa mi regalò una piantina, che ovviamente morì poco dopo.

Forse non ve l’ho mai detto: non ho il pollice verde (e manco il mignolo).

Ma come rendere felice un uomo il giorno di San Valentino?

  • Non imponendoglielo! Da che mondo è mondo è risaputo che più le cose ci vengono imposte meno le sceglieremo, quindi… San Valentino? E cos’è?!
  • A che serve farsi carine per ore se poi quel trucco finirà colato e impiastricciato per tutto il vostro viso a partire dal rossetto?!
  • Fatevi carine ma per lui, non per gli altri.

Su questa affermazione c’è un’ampia letteratura a riguardo, un tempo una mia amica mi disse, in quelle lunghe conversazioni da bar, che il proprio uomo la contemplava con fierezza durante le uscite pubbliche, vistosamente in tiro, come si fa con uno stallone al pallio.

Il mio, al contrario, sembrava non alimentare la vanità insita in me, come in ciascuna donna, ma non facendolo al tempo stesso sembrava mettere la mia autostima sotto i piedi.

Alla fine ho realizzato che gli uomini si possono dividere in due grandi macrocategorie:

  1. quelli che ammirano l’avvenenza della propria donna, pensando però di essere i soli a possederla.
  2. quelli che, come il mio, come reazione a delle forme esibite non manifestano la volontà di togliere nel primo momento utile quei pochi indumenti ma coprire con istinto protettivo.

Nel dubbio quindi riservate le mise sexy e provocanti per le zone d’ombra.

Come essere certi che riceveremo un regalo (prima o poi)

  • Puntate sul senso di colpa. Esattamente, avete capito bene. “Ma no amore, non ci tengo al regalo, non importa” e poi fatevi trovare con una sorpresa per lui, si sentirà in difetto (come sempre) e l’anno dopo non si farà trovare impreparato (collaudata!).

E ora finalmente il make up…

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Puntate l’attenzione sullo sguardo con un make up anni 50, un grande must, che risveglia l’ormone sopito in ogni uomo.

Non servono attente e accurate indagini, crucciarsi se è meglio un ruby woo o un russian red mac, un sottotono blu o aranciato, gli uomini vedono soltanto un rosso o un fucsia (emblema della femminilità), e il contenuto, ovvero delle labbra voluttuose.

Un occhio allungato con eyeliner da cerbiatta (decisamente no a ciglia finte o tutto ciò che possa essere “smontato” nel corso della serata), una base radiosa effetto bonne mine ed un rossetto rosso basteranno ad alimentare lo stereotipo, dell’esemplare medio di homo sapiens, di donna bona.

Regali da farsi fare

Più che consigli la lista di ciò che vorrei io stessa (nella speranza che la mia dolce metà legga) ma è risaputo che le donne trovano irresistibili gli oggetti puntati da altre donne, per due motivi

  1. il gusto di toglierli a loro
  2. la conferma al fatto che se siete più di una a fissare lo stesso oggetto è figo davvero

Pandora anello (59,90) 

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foto credit: Pandora

Nell’attesa del diamante reale, un brillocco super luccicante, mi accontento di questo diamante dark.

Ovviamente è la mia fervida fantasia a vederlo tale ma lo trovo significativamente originale nell’intento di imitare, nelle forme, un diamante.

D’argento perché ormai l’oro sembra tramontato (la crisi ha colpito anche lui) e soprattutto ricordate: se avete 30 anni (come me) lasciate che l’acciaio e metalli vari riempiano gli scaffali delle ferramenta, non del vostro porta gioie.

Un rossetto viola 

Vi ho già spiegato che, ahimé, sono stata affetta da violite acuta quest’anno.

C’è chi si cruccia per la tonalità di rosso perfetta e chi per quella di viola, anche perché ho realizzato da qualche mesetto che sulle more dalla carnagione olivastra spicca come pochi.

E adesso alla mia collezione manca lui: un viola caldo, eccentrico ma non esagerato che potrebbe tranquillamente essere incarnato da queste due proposte.

  • Hot stuff Mulac (14,90) : L’opzione perfetta per un regalo fatto da un uomo cibernauta, che non si avvicina neanche lontanamente ai negozi, acquistabile con un clic dal sito internet. Un colore fantastico, a metà tra un viola ed un fucsia su base calda, opaco e soprattutto no transfer (per labbra a prova di bacio, quindi per San Valentino potete indossarlo) che appartiene alla nuova collezione dei velvet ink.
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foto credits: Mulac
  • Recollection Mac (21,00) : Un mac store, soprattutto nelle città, è facile da reperire ed immediato, per un cadeau dal gradimento assicurato. Costa un pò di più del primo ed appartiene alla collezione Retro Matte Liquid Lipcolour, finish opaco, confortevole, pieno fin dalla prima passata, dall’intensità modulabile che udite udite non secca le labbra neanche da asciutto.

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Palette what a spice Inglot (106 euro)

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Non sapevo cosa fosse la qualità inglot fino a che non l’ho testata sulla mia pelle realizzando che è uno dei marchi migliori in commercio.

Da quel momento ho preso a bramare qualunque loro oggetto, tra questi la palette what a spice, novità autunno inverno.

Una palette di dieci ombretti (mega cialde tra l’altro) dalle tonalità calde, che ricordano appunto i colori delle spezie e dell’autunno, dalla curcuma alla noce moscata passando per la cannella.

Una palette versatile e a detta di chiunque iper pigmentata, e chi meglio di me per valutarlo considerata la mia carnagione sunkissed?

E non dite che non ho accontentato tutti con le mie proposte che soddisfano svariate fasce di prezzo!