Il bello del Natale, parte 2

Il bello del Natale, parte 2

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Ebbene è già passato un anno da quando provavo ad intenerirvi con l’immagine del mio cane (Banjo, per chi non lo sapesse) in versione Christmas ed un articolo sul bello del Natale .

Molti di voi penseranno i regali (ed io di spunti ve ne do parecchi sul mio blog), si, anche, ma non solo.

In verità penso che i regali più belli sono quelli che ci auto-regaliamo, dopo averli a lungo mirati e contemplati o semplicemente in seguito ad un raptus di shopping compulsivo, senza aver avuto bisogno di seminare in giro più tracce di Pollicino, per condurre i nostri amati all’acquisto giusto.

Non sono da escludere casi in cui l’oggetto designato viene confuso con altri simili (che so prendi una Moondust Urban Decay per una Naked , o una palette labbra nella versione blackmail per una Junkie, mica roba da poco) causando incidenti diplomatici legati inesorabilmente al dramma dell’incomprensione (“Non mi conosci, ti sembro tipa da rossetto rosso?!“- “Ecco lo sapevo, hai sbagliato, non mi ascolti mai”-“Non ti riesce mai una sorpresa, devo mica farti il disegnino?!”).

La mia dolce metà si è lasciato guidare per mano al regalo sicuro… letteralmente.

Mi ha presa per mano e portata, anche in maniera dolce e romantica, per carità, al negozio, fiero di fare la scelta giusta.

Ecco il bello del Natale per me è emanciparsi dal vincolo (passatemi il richiamo a Franco Battiato, nel mio eterno connubio make-up- musica) dei “doveri”ed entrare nel mood dei piaceri.

Natale è stupire e lasciarsi stupire, senza condizionamenti.

Prendere un caffè al bar con una vecchia amica che vive in Francia, che non vedi da un anno, e d’un tratto veder tirare fuori dalla borsa, in moto sincronizzato, l’una un cadeau per l’altra.

Ed ancora una volta no, non essere felici per l’oggetto, ma per il fatto che né la distanza, né l’ampio anticipo sul Natale, abbiano impedito di pensarsi.

Non vedersi ma conoscersi, ricordare tutto dell’altra.

Non a caso ho ricevuto una palette di una marca introvabile in Italia, Adopt, con una selezione di colori stupenda (proprio quella che avrei scelto).

Non a caso ho regalato una tazza con infusore piena di gattini, a lei che non so se ama più i gatti o il te.

Il bello del Natale è sapere che il proprio uomo non vuole farti una sorpresa, ma solo farti felice, anche nel modo più spartano del mondo.

Il bello del Natale è ricevere a casa un biglietto scritto a mano e anche velocemente, da parte dei membri della redazione con cui collabori, mandato in fretta e furia per arrivare prima a destinazione, e sentirti parte di una famiglia, di un insieme, di un disegno molto più ampio.

Il bello del Natale è non avere voglia di fare niente ma, da vera Glam girl, aver voglia di fare tutto, tutto ciò che è piacere e spensieratezza.

Stare sempre in giro, con il pretesto di trovare l’ultimo regalo, e poi chiudersi nei caffee bar a consumare cioccolate calde per riscaldarsi .

Sapere che non avranno un gusto così dolce in nessun altro periodo dell’anno.

Il bello del Natale è legato si alla Birkin bag, figa sotto l’albero, che scalpita dentro la sua confezione patinata, ma la felicità, quella vera, è la sua atmosfera inconfondibile, che senti crescere nei giorni che lo precedono, carichi di attesa e preparativi come il sabato del villaggio per Leopardi.

Giorni che si esauriscono velocemente come un pacco accuratamente confezionato e scartato voracemente in pochi istanti.

Il Natale lo senti dentro, immutato negli anni, per calore che si respira, anche quando fuori fa freddo.

 

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Il primo post non si scorda mai

Il primo post non si scorda mai

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con instagram mi sto specializzando!

Il primo post non si scorda mai, dicono.

In effetti il mio lo ricordo bene: l’apoteosi dell’impersonalità.

Un articolo chiaro, lineare, scritto anche mediamente bene, ma che non era altro che un timido affacciarsi al mondo virtuale con discrezione, in sordina, senza far rumore.

Era la recensione di un blush se non erro, prodotto che tuttavia mi garba ancora, ma ciò che rappresentava era l’adeguamento conformistico ad un genere parecchio spulciato, il classico indottrinamento allo shopping consapevole.

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era questo per chi se lo fosse chiesto…

Ed io da gradassa padroneggiavo la mia esperienza, conscia di essere niente di più di una goccia in un oceano.

Cosa c’era di me in quell’articolo, al di là di un modesto parere? Niente, o forse poco, il giusto indispensabile che distingue la mia penna.

Perché quando facciamo il “debutto in società” il nostro approccio è pieno di riserve, come l’atteggiamento di una fanciulla al ballo delle debuttanti: curioso ed insicuro.

Nessuno la sta aspettando ma la sua apparizione può incuriosire uno,due o forse tanti, che le porgeranno la mano e le chiederanno di ballare.

E saranno gli stessi occhi interessati a darle il coraggio di buttarsi nella mischia e ritagliarsi la sua parte nel mondo.

Il blog è esattamente come una donna, che maturando affina il carattere, rimane l’indole fanciullina, sotto forma di grazia e spontaneità, ma lascia il segno per il carisma e il proprio modo di fare.

Di fare e di dire, di pensare e di essere, piacere nella misura in cui sa appassionare e farsi seguire, influenzare senza essere influenzata.

Un blog è quasi una seduta psicanalitica: nella ricerca degli argomenti ti spinge all’introspezione, al modo giusto per tirarli fuori, alle parole esatte che rendano giustizia al modo di sentirli dentro e farli rivivere.

Un cantuccio in disparte dove sederti a fissare i mutamenti e il divenire e perché no: anche una lezione di teatro dove più senti la parte, più t’immedesimi, più entri nel cuore di chi ti guarda e ti ascolta.

E in fondo anche un corso di autostima, dove investire nella propria immagine equivale a mettersi in gioco e riuscire a guardarsi con occhi altrui, sentendosi un pò uno, nessuno e centomila.

Ringrazio tutti coloro che mi associano ad Alessandra Ambrosio, sullo stacco di coscia ci siamo quasi 😀

Tutto questo è un blog, tutto ciò è una blogger.

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love my blog
Quando il make up è un’opinione… Wycon long lasting liquid lipstick e Nyx metals a confronto

Quando il make up è un’opinione… Wycon long lasting liquid lipstick e Nyx metals a confronto

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Ok, le protagoniste dell’esperimento siamo noi, i soggetti della prova sono due tinte labbra: Wycon long lasting liquid lipstick nella colorazione strong magenta e Nyx metals declinato in un fantastico viola (in questo periodo sono affetta da”violite”acuta), ovvero asteroid aura, nonché lo stesso che indossiamo nell’immagine.

Amiche, formazione uguale, la stessa spasmodica passione per il make up ed una predilezione per i marchi d’Oltreoceano, ma mai due pareri così diversi.

Il controllo incrociato nasce per caso, in seguito all’esame attento, da parte di Vanessa, delle novità nel mio beauty e l’attenzione ovviamente non può che focalizzarsi sulle new entry labbra.

Il test parte con strong magenta wycon, un fucsia intenso, noto anche come”rosa indiano“, ideale sugli incarnati olivastri, perfetto per riscaldare ed addolcire i lineamenti delle more, un colore che emana femminilità a distanza.

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La tinta long lasting liquid, punta di diamante del brand made in Italy, appare molto liquida ma una volta stesa si trasforma rapidamente in una tinta mat, il colore muta con la stessa rapidità in un fucsia meno brillante, tendente all’arancio.

La durata va riconosciuto essere eccellente, resiste dignitosamente ai pasti, tuttavia è poco confortevole e, come molte tinte mat, tende a seccare le labbra, che per quanto non sia una novità tra i rossetti liquidi è una caratteristica che non apprezzo, motivo per cui prediligo texture cremose e avvolgenti.

Eppure, tra tutti i dettagli, forse quello che meno mi garba è il modo in cui vira il colore, opacizzandosi, in un fucsia meno pieno e brillante, ragione che mi ha portato ad esiliarlo dai top di sempre (i prodotti che uso con costanza).

Esonerato ma presto ritrovato da Vanessa, la quale si è immediatamente messa a servizio della scienza testandolo.

Anche lei ha immediatamente sottolineato l’estrema liquidità del prodotto che, una volta sulle labbra, si fonde immediatamente con esse senza muoversi, così tanto a suo avviso da essere dimenticato.

Ebbene, contrariamente alla sottoscritta, dichiara di trovarlo estremamente confortevole, non nascondendo però la sua dimestichezza con le tinte esageratamente mat.

Ne ammira la pigmentazione e lo promuove a pieni voti con un piccolo debito formativo per il colore, non particolarmente in linea con il suo look gotico (ma de gustibus non est disputandum!) .

La sera dello stesso giorno ancora una volta le nostre opinioni tornano a divergere, formando un chiamo.

I nostri ruoli s’invertono per il giudizio di Nyx metals, cui la sottoscritta da un 8 pieno mentre Vanessa un 6.

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Comincio col dire che questa  tinta metallizzata,che cavalca il trend, mi conquista sia per la selezione dei colori proposti, sia per la texture del prodotto, ricca di microglitter, che fanno rivivere in un kiss gli anni 90 senza farla risultare antica.

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i love lipstick

Perfetta da sola, meno coprente ma ugualmente strong, ideale da applicare, come un gloss, su un rossetto mat per regalare un finish metallizzato-satin (un effetto simile a quello dei nuovissimi lime crime metallizzati).

Il colore è pieno e brillante e la durata è media, ma più elevata rispetto allo standard di un gloss.

La pigmentazione stupenda con e senza base, confortevole ed emolliente, si fissa sulle labbra senza spostarsi nonostante non abbia un finish mat.

Meno generoso il parere di Vanessa, che di default non simpatizza per le tinte dalla consistenza cremosa, ed associandosi alla mia lista di pregi lamenta una durata ballerina ed una conseguente migrazione della tinta, su e giù per il viso.

Mi sembra evidente che il make up sia come la matematica:un’opinione, seppur dimostrabile!

I 4 motivi per cui Lumière Essentielle è diventato il mio trattamento Skincare preferito (e Babbo Natale esiste!)

I 4 motivi per cui Lumière Essentielle è diventato il mio trattamento Skincare preferito (e Babbo Natale esiste!)

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credits: Daniela Sgueglia

Il Natale è la festa più attesa dell’anno.

Calda come il nostro nuovo avvolgente cappotto, preso in saldo per il Black Friday, golosa come i cioccolatini racchiusi nelle”finestre”del calendario dell’Avvento.

Buona come le nostre intenzioni da esibire, facendo fede alle promesse di quando eravamo bambine.

Un periodo intenso, speso a rincorrere pensieri : dall’ultimo regalo per l’amica secolare, passando per la stellina in cima all’albero di Natale.

Un tour de force tanto stancante quanto appagante e infine? Mostrarsi sempre radiosa!

Lumière Essentielle, l’ultima novità in casa Darphin e nella mia, in seguito al Talent “Grazia We Want you“, non finisce mai di stupirmi, ma soprattutto si è aggiudicato il podio di miglior trattamento skincare di sempre.

Ho ben 4 motivazioni a sostegno della mia tesi.

  • Anche gli incarnati olivastri possono irradiare luminosità

    Lumière Essentielle con il siero in olio e la crema in olio, ha apportato sul mio viso una costante aurea di luminosità, vincendo non solo il grigiore delle giornate d’inverno, ma soprattutto l’incubo delle pelli olivastre (come la mia): un incarnato che appare perennemente stanco e segnato, nonostante le amorevoli cure.

    Dopo più di tre settimane di utilizzo costante (non è da me ma stavolta ne ho fatto una questione di principio: sfidare la cosmetica) posso affermare con certezza che questi gioiellini della cosmesi hanno stabilizzato e rivoluzionato la mia skincare. Il mio viso appare luminoso, disteso, riposato, e l’estetista non mi ripete più “Ti vedo stanca, perché non facciamo qualche trattamento in cabina?!”.

  • Idratazione costante

    Il dettaglio principale che caratterizza entrambi i prodotti è la texture innovativa, profondamente idratante ma facilmente assorbibile con un veloce e piacevole massaggio (che tra l’altro aumenta l’efficacia del trattamento).

    Il siero conferisce idratazione e vitalità al viso grazie al mix di oli essenziali, (mandarino, arancio, neroli, rosa, ylang ylang, legno di cedro e olio essenziale di zenzero) che fluttuano come bollicine in un estratto marino, acido Ialuronico idratante, vitamina E antiossidante.

    Le under 30 non storcano il naso: dai 25 anni in poi è bene neutralizzare i radicali liberi e quelli sopraelencati sono gli ingredienti giusti per non farsi trovare impreparate, ricaricando le nostre cellule di energia e giovinezza.

    Acetil glucosamina rinnovatore della pelle, il segreto che ci vede radiose.

  • Olio fa rima con idratazione non con lucidità

    Avendo una pelle mista il primo dubbio è stato che la formula di entrambi i prodotti, particolarmente ricca, potesse ungere la zona T, aumentando la mia attitudine alla lucidità, perplessità sfatata immediatamente al primo tocco.

    Gli oli avvolgono la crema conferendole la setosità di una carezza, una sensazione morbida ma per niente unta. Ancora una volta interviene l’acido Ialuronico ad idratare, gli zuccheri vegetali a rinnovare i tessuti, la vitamina b3 che stimolando la sintesi dei lipidi migliora la coesione cellulare prevenendo la perdita d’acqua, lasciandola tutta sul nostro viso, come barriera protettiva contro la disidratazione del periodo invernale. Infine la protagonista: la tecnologia Soft-focus optics che cattura e riflette la luce facendoci brillare come stelle.

  • Anche l’occhio e l’olfatto vogliono la loro parte

    Spesso in tema di bellezza occorre accontentarsi: prodotti validi ed un packaging spartano (a volte fin troppo), formulazioni efficaci ma un pessimo odore.

    Darphin ha posto attenzione ad ogni singolo dettaglio, realizzando un connubio perfetto. Confezioni eleganti, senza inutili orpelli, trasparenti per ammirarne la texture.

    Profumi di mandarino, arancio, legni di cedro, un’esperienza sensoriale degna di una Spa. Perché accontentarsi se si può avere tutto?!

Babbo Natale esiste, stavolta ho le prove: ha letto la mia letterina regalandomi,  anticipatamente, un trattamento che adoro e finalmente una pelle luminosa.

Manca solo una novità sotto l’albero: diventare la prossima It blogger Grazia.

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credits: Leandra Russo

Questo post partecipa (di nuovo) al talent Grazia we want you Holidays edition e prende spunto (stavolta) da questo post.

http://blogger.grazia.it/images/blogger/js/badge.js?bwwy=true&blid=0&1a86ca