Clarisonic: tutta ma proprio tutta la verità

Clarisonic: tutta ma proprio tutta la verità

 

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Quando scrivo “tutta la verità” il titolo non è ingannevole ed illusorio , ma reale e fondato.

Adesso sono in grado di esprimere il mio parere su questo strumentino, dal costo non indifferente (149 euro), con seria cognizione di causa.

Ho acquistato il clarisonic (come credo tutti) da Sephora, che ne detiene l’esclusiva, con uno sconto del 20% beneficiato con la mia carta Sephora black (una carta che, badate bene, non è un vantaggioso privilegio ma solo un’istigazione allo shopping ossessivo compulsivo) l’anno scorso, ed ho preso ad utilizzarlo con la costanza dei bambini col giocattolino nuovo: inseparabili per una settimana, al massimo due.

Uno degli aspetti della maturità è anche trovarsi a riflettere e considerare quanto tu abbia speso o, se vogliamo investito, in qualcosa che potrebbe ritenersi l’alleato della tua bellezza o solo un feticcio accatastato sugli altri, quindi inutile.

A quel punto, consapevole, ho ripreso in mano il mio fiammante “clarisonic MIA 2” rosa (con la quale ho anche aiutato la ricerca contro i tumori al seno) e gli ho dato una seconda vita, scegliendo per lui una nuova testina, (anche perché la prima, ovvero quella in dotazione, era stata comunque parzialmente sfruttata e periodicamente vanno sostituite).

Stavolta la scelta è ricaduta su una testina esfoliante illuminante ,nonché la Radiance , progettata per uniformare il tono della pelle e migliorarne la luminosità (è ormai noto che il mio cruccio sia riuscire a restituire luminosità alla mia carnagione olivastra tendente al verdino).

Intanto chiariamo cosa sia il clarisonic per tutti coloro che non lo sapessero già: è un sistema di pulizia profonda della pelle, che deterge il viso con delicatezza grazie alla sua tecnologia di micro-oscillazione sonica. Le sue brevettate 300 micro oscillazioni al secondo garantiscono una pulizia molto più efficace e profonda di quella che si potrebbe ottenere con una detersione manuale.

La pulizia ideale per la tecnologia di Clarisonic, è stimata ad un minuto esatto, quindi anche le più pigre non avranno scuse per evitare la beauty routine, oltretutto persino un segnale acustico informa su quando è tempo di spostare la testina da una parte del viso all’altra. Quindi teoricamente saranno: 20 secondi per la fronte, 20 per naso e mento e 10 per ogni guancia. Praticamente ciascuno fa come ritiene necessario, insistendo maggiormente sulle zone che necessitano di più attenzione.

Incluso nella confezione, oltre al caricabatterie (anche quello molto design) troverete una testina per pelli normali ed una mini taglia del gel detergente sempre Clarisonic, da associare alla pulizia (che io ho velocemente bandito perché mi seccava troppo la pelle).

Diciamo esiste un doppio utilizzo del Clarisonic: si può usare dopo aver precedentemente struccato la pelle per pulire bene il viso, anche senza uso di sapone, oppure con una goccia di sapone sulla testina, che rotando formerà una morbida e soffice schiumetta.

Io ho scelto l’ultima modalità (anche perché io mi trucco sempre) ma preferisco sempre struccare preventivamente il viso con un batuffolo di cotone impregnato d’acqua micellare per togliere il grosso del make up. Vi garantisco che nonostante io strucchi la pelle, prima di detergerla con il clarisonic, viene via sempre un bel pò di sporco accumulato durante il giorno (che siano residui di trucco o semplicemente smog).

I residui marroncini che restano sulla testina sono dunque la prova evidente di quanto in effetti agisca in maniera profonda il Clarisonic, eliminando ciò che un semplice batuffolino di cotone non eliminerebbe.

Dopo un uso costante di circa 5 mesi, alternandolo mattina e sera (o comunque immancabilmente la sera) posso affermare che migliora visibilmente la grana della pelle che risulta levigata e di conseguenza morbida al tatto, si riducono i pori dilatati, e soprattutto, con mio sommo gaudio, illumina notevolmente l’incarnato ed infine attenua le rughe d’espressione per via della sua delicata azione esfoliante.

Sottolineo che, come per ogni cosa, il suo esclusivo utilizzo non fa miracoli ma migliora la pulizia della pelle, cui va associata sempre una corretta scelta dei prodotti (e mi risparmio la manfrina sull’alimentazione, e bla bla bla).

Io spesso associo ad un buon detergente (ed in questo periodo sto sperimentando quello Peter Thomas Roth alle cellule staminali di cinque rose) anche alcune gocce di olio di neem che, pazienza, è un pò puzzoso ma è un naturale quanto efficace antibatterico, oltre che idratante ed antiage per la sua presenza di vitamina E.

Se lo consiglio? Mi sembra implicito: decisamente si!!

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La bellezza dei trent’anni o la bellezza a trent’anni?!

La bellezza dei trent’anni o la bellezza a trent’anni?!

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Quando compi trent’anni in realtà devi ripetertelo più di una volta, qualche giorno prima, che stai per abbandonare definitivamente gli enti, anni gloriosi di spensierata leggerezza e disinibita consapevolezza del tuo giovane corpo, fresco e sodo, per inaugurare un nuovo e sconosciuto decennio: gli enta.

Ripetertelo talvolta non serve, perché colloquiando con gli altri continui a fare la solita gaffe “ho 29 anni…ah no 30 … da poco però!”.

Ma qual’è l’identikit della neo trentenne?!La neo trentenne tanto per cominciare non sa di esserlo, si guarda allo specchio incontrando il proprio sguardo, leggendo la ragazzina di sempre.

Si fissa con attenzione per cogliere le differenze e acquista creme antiage con genuino senso del dovere, per esorcizzare le incisioni del tempo.

I segni che vede sono solo quelli della stanchezza, della frenesia, dell’insonnia, che non ha più il sapore dolce dello zucchero di canna pestato nel mojito e dei chiassosi bagordi della notte, ma quello amaro della responsabilità.

Quella cosa che tutti sanno cos’é ma nessuno comprende fino in fondo, fino a quando non l’ha caricata, pronto o meno, sulle proprie spalle avvertendone la pesantezza.

La responsabilità non ha una forma ed un’immagine, si materializza nelle bollette da pagare, nelle rinunce, nell’anteporre una rata dell’assicurazione ad una giornata di shopping sfrenato. Quelle giornate di sole e di primavera dove alla fine a pagare arrivava rassicurante tua madre, con la sua carta dal misterioso conto corrente, dalla cifra mai ben identificata, ma sufficiente a soddisfare i tuoi vizi.

Eppure gli enta hanno il loro perché, forse rinuncerai a minigonne esagerate che non potrai più portare con l’ingenuità di Lolita, ma da questo momento in poi la tua espressione emanerà fascino, il tuo carisma sarà magnetico come il magnete con il frigorifero.

Tutti i rossetti scuri che hai sempre amato non hanno più le sembianze di una caricatura ma l’aspetto dello charme e quel filo di eyeliner che sostituisci a colorate palpebre anni 80, tutto il sapore della grazia.

Il tuo beauty, diciamocelo, adesso comincia a perdere di numero ma a guadagnare in qualità, non c’è niente che non sia minuziosamente stato scelto dopo accurate ricerche e risparmi,euro dopo euro, nel maialino di terracotta.

Quando fai trent’anni comunque lo capisci da una cosa: non sentirai più l’esigenza di allestire pomposi festeggiamenti, ma spegnerai le candeline di una torta che sono venuti a portarti gli amici più cari a casa, alla mezzanotte, semplice e un pò dimessa, col trucco sciolto ormai del mattino. L’ho detto: si elimina in numero ma si aumenta in qualità.