MASCARA LOW COST:KIKO ULTRA TECH

MASCARA LOW COST:KIKO ULTRA TECH

ultra-tech-curve-kiko

Io penso che un po’ per tutte noi ,giovani ambiziose fanciulle, la ricerca del mascara perfetto è un po’ come per i cavalieri medievali la quete du graal : una ricerca infinita!

Io ne ho provati tanti,ma davvero tanti,(come le patatine di rocco)di ogni forma e specie,incurvanti,volumizzanti,low cost e di alta profumeria e sono giunta alla conclusione che un effetto da copertina patinata lo regalino soltanto delle ciglia finte.

Determinante,indipendentemente dalle caratteristiche del prodotto,è il metodo di stesura del mascara sulle ciglia,ho visto ragazze con ciglia naturali nella norma sventolare ventagli in seguito all’applicazione,anche se in fondo ciascuna di noi lo modula in relazione all’effetto che desidera ottenere.

Io nello specifico ho delle ciglia lunghe ma non molto folte ,tuttavia non abbondo mai oltre un certo limite perché voglio conservare l’effetto “nature“ed evitare ciglia attaccate e grumi  che trovo più sgradevoli di un paio di ciglia non troppo folte.

L’applicazione classica consiste nell’appoggiare lo scovolino del mascara all’attaccatura delle ciglia e puoi muoverlo a zig zag lungo queste ultime ripetendo l’operazione fino al risultato sperato.

Bene,io non lo faccio mai cosi’ in verità e,puntando sulla lunghezza delle mie ciglia,le pettino partendo con lo scovolino sempre dall’attaccatura delle ciglia e guardando un punto fisso in basso a sinistra se si parla dell’occhio sinistro e viceversa per quello destro,cosi’ che lo sguardo si apra naturalmente verso l’estremità dell’occhio (ingigandendo lo sguardo).Tengo a sottolineare questo perché siamo abituate a leggere i metodi canonici dell’applicazione dei vari prodotti ma vero è che poi ciascuno adotta un suo metodo personale non per forza meno valido .

Comunque tornando al nostro mascara ultratech kiko… è un buon prodotto low cost specie,se come me, lo acquistate in saldo con le super offerte di mascara a 3,90(il prezzo per intero è di 7,20) , anzi è uno di quei low cost che non ha niente da invidiare ai fratelli di alta profumeria molto più costosi.

Il packaging è essenziale: un tubetto nero con la scritta argentata, esistono due varianti dello stesso mascara,il classico e il curve con lo scovolino per l’appunto incurvato per un effetto curvy curvy !

Io li ho provati entrambi e non ci sono grandi differenze tra un prodotto e l’altro se non per l’appunto una maggiore resa dell’incurvatura delle ciglia.

Lo scovolino è in silicone e,tra tutti ,(ma soprattutto dopo aver provato il re dei mascara benefit they’re real)è il miglior scovolino che esista, pettina bene le ciglia,le accarezza dolcemente,le separa nettamente e non crea grumi di prodotto.Il colore è un nero abbastanza intenso,ma ripeto che questo tipo di mascara tende più ad allungare le ciglia che non a volumizzarle,dunque è un prodotto adatto per tutte coloro le quali amano un effetto nature e vogliono enfatizzare la lunghezza delle loro ciglia da cerbiatto.La resa è discreta,non cola,quindi non avremo l’effetto panda dopo qualche ora e non ispessisce le ciglia ANCHE SE a mio avviso i mascara kiko tendono a”svanire”letteralmente nel corso della giornata e non vedersi quasi più(nota di demerito per chi passa molte ore fuori per lavoro e non ha modo di ripassare il trucco).

Anche la fase struccaggio è semplice perché va via subito con detergenti senza troppe pretese.

Tuttavia questo,come tutti gli altri mascara kiko,ha un unico grande neo: seccano subito !!!

Quindi costerà anche 3,90 ma dovrete davvero indossarlo ogni giorno per sbrigarvi a finirlo!!!

 

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Sezione Aurea,Tati e il grande sogno…

Sezione Aurea,Tati e il grande sogno…

sezione aurea

Vedendola,con la sua massa di morbidi ricci,lunghi e scuri è inevitabile pensare che la cura dei propri capelli le occupi parecchio tempo,ma nel suo caso specifico,Tatiana Colella ideatrice e responsabile del marchio Sezione Aurea,della cura dei capelli,ne ha fatto un vero e proprio lavoro riempiendo la propria vita di progetti e studi legati alla ricerca in laboratorio.La sua storia ricorda quella del sogno americano,quel tanto contemplato YES  I CAN scritto sui muri e di cui Tatiana,giovane com’è,avrà riempito i diari di scuola.Ma la sua storia è ancora più straordinaria.Mi piace raccontare di lei perché è prima di tutto una giovane donna del sud che ha saputo fare di una passione una professione e che ha deciso di non emigrare per fare semplicemente ciò per cui ha studiato.In breve tempo ha creduto in un’idea,ha investito tempo,denaro e soprattutto speranze e la sua intuizione si è rivelata azzeccata.Quell’intuizione cui ha dato il nome di Sezione Aurea ha conquistato rapidamente i consensi dei consumatori e la stima di un mercato,quello della cosmesi ecobio,sempre più in espansione oltre che mirato a soddisfare le crescenti pretenziose esigenze dei clienti.

  • quando e come nasce l’idea di realizzare una linea di prodotti per capelli per di più bio?Sezione Aurea è nata ufficialmente il 20 Giugno 2015, ma era nell’aria già da un anno e mezzo. Quella che negli anni si è consolidata come pura passione per la cosmesi naturale e biologica stava palesemente diventando qualcosa di più: studiavo, leggevo, sperimentavo, simulavo formulazioni, testavo la diversa qualità di stesse materie prime e per ogni cosmetico che usavo provavo a riconoscere i singoli ingredienti contenuti…una vera e propria fissazione la mia! Poi c’è stato un momento, anzi IL momento. La mia vita per certi versi non andava benissimo, avevo perso quella poca autostima che avevo in me stessa, vedevo tutto nero e a momenti nemmeno avevo voglia di guardarmi allo specchio. In quel momento la mia voglia di reagire mi ha spinta ad andare contro corrente e a credere in qualcosa che io stessa avrei potuto costruire. Ho cominciato a parlarne con la persona che in quel momento mi è stata più accanto (e che mi ha incoraggiata molto), poi con i miei amici Anna ed Enzo all’inaugurazione della loro Bioprofumeria, poi con le mie amiche, con le mie colleghe…e nel frattempo Sezione Aurea prendeva forma fino a diventare, con tantissimi sacrifici, quella che è adesso…
  • hai incontrato delle difficoltà? di che genere?Partendo sola e dal nulla la difficoltà più grande è stata capire da cosa e/o dove cominciare. È stato come se un individuo qualsiasi sentisse la necessità di costruire una edificio a partire da un terreno incolto…da cosa partire? e come continuare? cominciare a spianare il terreno? Provare a progettare la struttura? E come progettarla? Come costruirla? Pensare a tutto e affrontare tutto questo in pura autonomia, con il rischio di compromettere la buona riuscita del progetto, è stata certamente la difficoltà maggiore. Le restanti difficoltà sono all’ordine del giorno e sono le consuete di un’attività imprenditoriale, ma cerco di essere sempre pronta a tutto e di prevenire, nei limiti del possibile, eventuali criticità che possono presentarsi. In questo mi aiuta molto il fatto di lavorare ed essere mossa costantemente da passione e voglia di fare.
  • intraprendere un’attività imprenditoriale significa prima di tutto credere in un progetto ma affrontare anche delle spese, nell’era della crisi come hai pianificato di compiere questo salto nel vuoto e venire fuori dalla matassa burocratica tutta italiana?Il periodo è certamente complicato e di sicuro progetti come il mio purtroppo non hanno canali privilegiati rispetto ad altri che hanno alla base potenze economiche notevolmente diverse dalla mia. Il salto è stato davvero nel vuoto: ho voluto investire i miei risparmi perché per una volta ho voluto credere in toto in me stessa. Ho rimuginato a lungo ma alla fine l’impulsività che mi caratterizza ha avuto la meglio e mi sono messa in gioco, sia economicamente che personalmente. Quello che mi spaventava di più era investire la mia faccia…ma tutte le paure sono state vane davanti alla determinazione e allo spirito con cui avevo voglia di far partire il mio sogno.
  • stai ricevendo molte gratificazioni, quali altri obiettivi hai adesso?Fortunatamente le gratificazioni sono effettivamente tante e in mole totalmente inaspettata: mai avrei immaginato il follow-up che sto riscontrando ed è una sensazione che mi spaventa ma che al contempo mi riempie e carica a livelli incredibili. Per il futuro ho una quantità industriale di idee più che di obiettivi perché il mio unico obiettivo, sin dall’inizio, è la creazione di prodotti originali, utili e funzionali che possano dare ad ognuna di noi un alleato per la bellezza sensoriale e interiore. Sezione Aurea per me è diventata ormai una ragione di vita e io concepisco la vita come un viaggio in continuo miglioramento. Spero di poter portare sempre questo nel mio Brand e nelle creature che ne derivano.
  • che consigli daresti a tutti quelli che credono in un sogno e vogliono portarlo avanti?Mi sento ancora troppo “acerba” per poter dispensare consigli. Di sicuro quello che mi piace dire a tutti quelli che hanno un sogno come il mio, specie se giovani, è di crederci davvero senza sperare di ottenere tutto e subito. A volte ci si ferma davanti alle difficoltà oppure si tende a cercare un riscontro immediato, sia economico che di apprezzamento da parte degli utilizzatori: questo, nella mia visione delle cose, potrebbe essere un errore. Io cerco di viaggiare sempre e costantemente come il Maglev Shinkansen, rallentando ed elaborando gli ostacoli ma solo per superarli e trarre il meglio da questi. Non è facile, non lo è per niente, infatti spesso il mio fisico alza bandiera bianca e si ribella ai ritmi a cui lo sottopongo, ma la fiamma che brucia dentro è talmente incontenibile che gestisce di default tutto il resto e si ingigantisce sempre più quando il riscontro e i feedback positivi crescono giorno per giorno. Servono grinta e lucidità, ma quelle fortunatamente al momento non mancano
  • questa domanda è un habituè nelle mie interviste: hai un piano b?Assolutamente nessuno. Sono una pazza probabilmente ma la strada che vedo davanti a me è unica e sola. Se un domani dovessi rendermi conto che quello che faccio non è utile ammetterò il mio fallimento e cercherò di trarne un insegnamento. Non ho cominciato né per gloria né per soldi ma perché credo di poter portare nella cosmesi naturale e biologica idee diverse, colori diversi e prodotti che rendano stupende le donne (e più in là magari anche bimbi e uomini). Sapere che grazie al mio lavoro una donna in più possa sorridere e apprezzarsi nella sua più naturale bellezza è il leitmotiv di Sezione Aurea. Se non dovesse più essere così tornerò ad essere una cliente come tante. Con un bel po’ di amarezza ma con la consapevolezza di chi ha voluto fare qualcosa di buono fino in fondo

La mia scelta d’intervistare proprio Tatiana Colella non è stata per niente casuale ma risponde al preciso intento che possa essere per tutti quelli che credono in un sogno esemplare.Le idee migliori a volte vengono fuori,come per Tatiana,dai periodi peggiori di apparente calma piatta e staticità.Mi sa che aveva ragione De Andrè:dai diamanti non nasce niente,dal letame nascono i fiori…

Palette 12 ombretti minerali…Tutti i colori di couleur caramel

Palette 12 ombretti minerali…Tutti i colori di couleur caramel

palette intera
Tutto ciò che precede l’anteprima di questa tanto attesa palette 12 colori di ombretti minerali Couleur Caramel è già leggenda.L’abbiamo vista innumerevoli volte nelle immagini pubblicitarie utilizzate dall’azienda,impiegata dalle make up artist Couleur Caramel per le loro sedute di trucco personalizzato,visibile sui siti di e-shop ma come prodotto non ancora disponibile.Ci siamo chiesti dove poterla trovare ma della sua esistenza nei negozi non v’era traccia alcuna.Potevamo solo attendere pazientemente nuove disposizioni da parte dell’azienda,che ad un certo punto,finalmente sono arrivate a mettere chiarezza.La palette sarebbe stata a breve disponibile,finalmente acquistabile nei migliori bio shop e la mia attesa,nello specifico,è stata premiata con questo graditissimo cadeau da parte di Hps Milano,distributore dell’azienda francese Couleur Caramel per l’Italia che come Nostradamus mi ha selezionata per annunciarne limiti e virtù.Ma partiamo dal principio…ho sempre associato il marchio Couleur Caramel alla cosmesi di lusso di alta profumeria in quanto ha saputo combinare nei propri prodotti l’alta resa cosmetica all’etica bio e per questo motivo sono diventata un’habitué del marchio(già prima di cominciare a  desiderare ardentemente la palette).Un marchio bello dentro e fuori,difatti gli ombretti sono contenuti in una preziosa scatolina di cartone rigido plastificato con chiusura a calamita e comodo specchietto in materiale completamente di riciclo.Unico neo:i pennellini,eh no amici di Couleur Caramel,una palette cosi’ bella con quegli inutili pennellini è come una Ferrari senza chiusure centralizzate.Per dirla tutta attualmente è in offerta lancio a 49,90 in abbinamento al pennello dal valore di circa 21 euro,ma con o senza promo ritengo che il pennello professionale sia una conditio sine qua non della palette e del suo prestigio.Il formato ricorda vagamente la Naked di Urban Decay,la selezione dei colori a mio avviso impeccabile,i colori del vero truccatore.Si parte dalle nuances più chiare e neutre a quelle più scure,portabilissimi,adatti sia per il giorno che per la sera.Le texture anch’esse spaziano da quelle mat a quelle shimmer,tra l’altro sapientemente distribuite nei colori giusti (come il marrone o il nero opaco,indispensabili alleati delle sfumature per creare profondità).Preziosi sono gli ingredienti che compongono gli ombretti:Olio di Karanja, Olio di Albicocca Bio, Olio di Avocado Bio ,Olio di Macadamia Bio e Burro di Karité Bio,gli stessi agenti lievitanti del prezzo che come comprenderete bene è assai giustificabile,perchè oltre a mettere sulla pelle prodotti naturali sono inci profondamente idratanti ed adatti anche agli occhi più sensibili.Adesso andiamo al dettaglio dei colori,che ho swatchato sul mio braccio anch’esso color caramel 😀
swatch couleur caramel 1swatch couleur caramel 2
-nude mat,una sorta di avorio ideale come base per qualunque tipo di trucco o da solo per rinfrescare lo sguardo ed illuminare la palpebra
-rosa shimmer,si presta facilmente anch’esso come base trucco,punto luce nell’angolo interno dell’occhio o nell’arcata sopracciliare
-il terzo ha una consistenza leggermente più polverosa ed è un bellissimo colore rosso borgogna(che io adoro)da provare assolutamente realizzando caldi soft smokey.
-marrone medio mat,ideale per morbide sfumature nella piega dell’occhio,utile per definire anche dove fermare la sfumatura degli smokey eyes.
-taupe satinato,un tortora bellissimo che vira al grigio senza risultare troppo freddo,il suo finish è nè mat nè shimmer,diciamo satinato,bellissimo da accostare al rosa per smokey bon ton.Anche questo,come il rosso,ha una consistenza più polverosa.
-marrone intenso,pieno,caldo con microglitterini,da stendere rigorosamente sulla palpebra mobile.
-il settimo è uno stupendo bronzo,ideale sulle pelli calde e sugli occhi azzurri.
-verdone shimmer,una sorta di verde bottiglia
-verde oliva shimmer
-il decimo è il colore che mi piace meno tra tutti,un grigio chiaro rosato satinato
-marrone scuro mat
-nero opaco

gli ultimi due sono molto opachi e vanno sfumati velocemente perché il pigmento tende a fissarsi immediatamente sulla palpebra.
La durata di questi ombretti è davvero ottima,io li ho applicati la mattina e sono rimasti intatti fino a sera,senza infilarsi nelle pieghette degli occhi,e non è una prova semplice perché ho una palpebra abbastanza oleosa.
A breve vi mostrerò cosa ho realizzato con questa meraviglia della cosmesi e della ricerca eco bio…

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Sposina,sposina delle mie brame,chi è la più brava del reame?!

Sposina,sposina delle mie brame,chi è la più brava del reame?!

nozze
Oggi mi domandavo…ma qualcuno ha mai parlato della prima volta di un make up artist con una sposa?La prima volta in cui con la tua fiammante valigetta,aperta ed usata con zelante parsimonia durante l’accademia,ti sei recato a casa di quell’individuo che si:ha avuto fiducia in te,affidandoti la propria immagine per il suo giorno più bello(le nozze per chi non l’avesse capito o immediatamente associate).Ebbene ti ha scelto,anche se non sa neanche chi sei(ignoto uno e due gli hanno parlato di te,decantando una prestigiosa formazione)o collega il tuo nome semplicemente a quella carina della III C (ce l’avevi già nel sangue,si vedeva…).La prima volta di un Mua in realtà non è mai la prima volta,sia bene inteso,anche se in realtà gli trema la mano,mentre traccia l’eyeliner con il pennellino,davanti ad uno stuolo di spettatori che contemplano il cambiamento.Noi ostentiamo sicurezza,analizziamo il viso con la pelle più problematica con la tranquillità di chi ne ha visti e trattati più di un dermatologo.Guardiamo le asimmetrie con la verve di chi ha trovato punti di forza da valorizzare e non difetti da minimizzare.Noi ci accostiamo alla prima volta con lo spirito impavido con cui un marinaio navigato affronta la milionesima tempesta.Noi sappiamo mostrarci,in una parola,sicuri di noi,o più semplicemente della nostra arte occulta,l’arte di rendere belli.Ebbene,mio malgrado,oggi mi tocca sfatare questo mito comune a molti:noi non siamo per niente tranquilli e nutriamo più aspettative del cliente,la nostra meta è la perfezione e non accettiamo sbagli.Sono le nostre stesse aspettative che ci rendono i critici più severi.Inoltre non solo c’è sempre una prima volta,ma è una prima volta che si ripete continuamente in contesti diversi e con un carico sempre nuovo di emotività,e che fa del nostro lavoro un lavoro unico.

C’E’ POSTO ANCHE PER I FLOP…EYE PRIMER LAYLA

C’E’ POSTO ANCHE PER I FLOP…EYE PRIMER LAYLA

Primer-Layla

Oggi ho pensato,rileggendo i miei ultimi articoli,che sentito è l’entusiasmo che manifesto verso i prodotti che mi hanno pienamente soddisfatta ma che,anche quelli che non erano stati all’altezza delle mie aspettative,meritavano una menzione. Eh già,voglio dare uno spazio anche a loro,ai prodotti flop.Sale subito sul podio:EYE PRIMER LAYLA,con l’appellativo di primer peggio riuscito che abbia mai provato.Come ho spiegato già nell’articolo dedicato ai primer,non sono una fanatica delle basi siliconiche,ma lungo il mio percorso di sperimentazione non ho lasciato nulla di intentato,a maggior ragione del fatto che ho una palpebra che tende a diventare molto oleosa.Mi sono dunque imbattuta in questo primer occhi della Layla.Il packaging è alquanto essenziale,una confezione bianca con tappo nero ed applicatore stile gloss,abbastanza pratico,la colorazione è unica,un beige nude che di primo acchito sembrava essere abbastanza neutro.Il dettaglio che me lo ha fatto portare immediatamente alla cassa:la consistenza cream to powder,ovvero lo stendi fluido e sulla pelle assume una consistenza quasi cipriata(ergo molto asciutta).Ma andiamo al dunque:il colore,lo stesso che mi era sembrato neutro in realtà una volta steso sulla palpebra diventa bianco,letteralmente bianco,di conseguenza non va semplicemente a neutralizzare il colore della pelle ma lo pigmenta,motivo per cui sul mio sottotono caldo il risultato è stato un bel grigio.Inoltre nonostante la consistenza sia abbastanza cipriata e sembri fissarsi bene sulla pelle da subito(motivo che lo rende difficilmente sfumabile se non applicato velocemente)la durata resta mediocre.L’ho utilizzato sia con ombretti in polvere che con quelli in crema ed il risultato è stato pressochè lo stesso:le odiosissime pieghette!!!Insomma mi tocca rimandarlo a settembre.Dai Layla ritenta,sarai più fortunata…

INTERVISTA A VALTER GAZZANO.L’ESORDIO,LA FORMAZIONE ED I CONSIGLI PER CHI VUOLE COMINCIARE …

INTERVISTA A VALTER GAZZANO.L’ESORDIO,LA FORMAZIONE ED I CONSIGLI PER CHI VUOLE COMINCIARE …

valter gazzano immagine

Abbiamo familiarizzato con lui tutti i pomeriggi,sintonizzati su La5,guardando”Che trucco”e l’abbiamo ammirato per il suo inarrivabile charme ed i suoi inconfondibili Tuxedo o smokey eyes.Dall’inizio della propria carriera ha truccato più o meno 35 mila donne,formato altrettante nuove classi di truccatori ed accontentato orde di blogger(come la sottoscritta)che ogni giorno lo inondano di domande per rubargli i”trucchi”del mestiere.Il protagonista della mia intervista oggi è Valter Gazzano National make up artist YsL,volto dell’azienda per l’Italia dal 1980.Anche questa volta,con il garbo che lo contraddistingue si è piacevolmente lasciato”interrogare”da me e ci ha svelato qualcosa di più su di lui,la formazione in generale e dato qualche importante consiglio,alle nascenti make up artist,su come orientarsi in questo settore in crescita ma allo stesso modo sempre più inflazionato.

  • Quando hai capito che avresti voluto diventare make up artist e come hai cominciato?Ho capito che avrei voluto diventare un make up artist quando provai per la prima volta, durante l’intervallo tra una lezione e l’altra, a truccare una compagna di liceo. Lei mi disse “sembri un truccatore” io risposi “potrei provare”…. e ho continuato a provare sulle amiche. Qualche anno dopo mi iscrissi ad un corso di make up. A fine anno l’insegnante mi propose di diventare il suo assistente, accettai e dopo poco tempo mi trovai sui set fotografici, spot pubblicitari e nei backstage delle sfilate. Grandi emozioni, rimproveri e soddisfazioni, questo é stato l’inizio.
  • Hai avuto il privilegio di arrivare in un momento in cui il mercato non era ancora saturo,che consigli daresti a chi sta cominciando adesso?Ho iniziato quando questo lavoro non era considerato,dalla maggior parte delle persone, come un lavoro ma quasi un divertimento o un passatempo, per fortuna oggi viene riconosciuto nel giusto modo. Anni fa eravamo pochi, era richiesta la professionalità ma non tutto quello che un make-up artist di oggi dovrebbe conoscere e fare…. Tutorial, conoscenza dei prodotti nel dettaglio, inserimento nel mondo web ecc. Il mio consiglio,per chi vuole iniziare,per avere più possibilità é quello di spaziare in tutte le sfaccettature che offre questo lavoro. Ė sempre meglio avere una marcia in più.
  • Credi che un’accademia rispetto che un’altra sia un buon punto di partenza?Si poiché ogni Accademia sviluppa il programma in modo diverso, sceglierei senza dubbio la più all’avanguardia e innovativa.
  • Non trovi che i make up artist uomini,complice il loro allure,siano preferiti alle donne?Alcune donne preferiscono i make-up artist uomini perché li sentono più complici nel trovare il look più giusto che le possa far sentire bene. Per quanto riguarda la bravura non c’é differenza.
  • il make up si rinnova continuamente,seguendo le mode,qual’è la peggiore che ricordi?Secondo il mio punto di vista il periodo peggiore é stato all’inizio degli anni 80 quando tutte le donne iniziarono ad utilizzare le terre in modo esagerato, direi senza ritegno….
  • Quanto tempo impieghi ad analizzare il viso di una donna e capire cosa è giusto per lei?Abitualmente nel giro di 2/3 minuti analizzo il viso, penso ai colori e a due alternative di make-up che potrebbe indossare, naturalmente con colori diversi.
  • YSL ha lanciato e rilanciato il fucsia,antagonista del rosso,chi è e cosa vuol trasmettere la donna che indossa il fucsia rispetto al rosso?Il rosso é un colore pericoloso, può essere chic o volgare ma é il colore della passione e dell’amore. Il fucsia é il colore della donna audace che non vuole passare inosservata.

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L’ETOILE D’ARGAN,IL VERO ORO DI ARGAN…

L’ETOILE D’ARGAN,IL VERO ORO DI ARGAN…

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La mia storia con questo scrub è lunga e travagliata.Uno di quegli amori destinati a perdersi tragicamente e ritrovarsi qualche anno dopo inaspettatamente,senza che il feeling si fosse mai affievolito,annullato da altri legami o annebbiato da altre infatuazioni.Da premettere che amo le maschere ma non impazzisco per gli scrub,dal potente effetto levigante,tale da”sgrassare”troppo la mia capricciosa pelle mista,incline ad ungersi se trattata da pelle normale,a seccarsi se trattata da pelle impura.Eppure è risaputo che procedere all’applicazione di trattamenti vari,senza aver precedentemente esfoliato la pelle,equivale a passare la cera sul pavimento sporco.Il dono dello scrub L’ETOILE D’ARGAN sta proprio qui:risultare particolarmente levigante,ricco com’è dei suoi microgranuli di nocciola d’albicocca(a mio avviso insostituibili come base scrub),ma altamente idratante ed equilibrante per via della sostanziosa presenza di olio purissimo di argan(“responsabile”del prezzo abbastanza alto,28 euro),caratterizzante di tutta la linea stessa.Per me questo scrub è unico nel suo genere,ed io di scrub ne ho provati davvero tanti.L’avevo provato circa cinque anni fa,a casa di un’amica,per caso,ma da li’ a breve,quando avevo deciso di acquistarlo,è risultato introvabile,se non altro nella mia provincia,estinto anche dalle poche farmacie che lo detenevano,relegato nelle loro preziose vetrinette dei prodotti d’elite.Ho provato ad acquistarlo online ma l’azienda non ha ancora provveduto ad aggiornare il sito e creare una sezione shopping.Da quel giorno non l’ho mai dimenticato,né sono riuscita a rimpiazzarlo degnamente,neanche acquistando i cuginetti peeling(di altre marche).Fino a che,quando meno me lo aspettavo l’ho ritrovato ed ovviamente non ho esitato a prenderlo,sponsorizzato addirittura nella vetrina di una farmacia del centro,sempre uguale ma rinnovato in un nuovo packaging.Ecco,unico neo:preferivo di gran lunga la precedente,con inserzioni dorate,a quest’ultima bianca e blu cosi’ spartana,la prima suggeriva proprio l’idea di prezioso,di oro di argan,ma vabè noi premiamo il contenuto e non il contenitore e lo amiamo fortemente cosi’,per la sua essenza…all’olio di Argan!!!

IL GENIO VISIONARIO DELLA FOTOGRAFIA

IL GENIO VISIONARIO DELLA FOTOGRAFIA


Continuano le mie interviste,questa settimana la mia attenzione si sposta sul favoloso mondo della fotografia.Quando ho conosciuto Roberta Tocco ciò che mi ha immediatamente colpito di lei è stata la sua affabilità,il suo modo di porsi genuino e semplice.Quando ho visto il suo cv,costellato di esperienze e pubblicazioni importanti,tra cui Vogue Italia,culminate con i complimenti del maestro della fotografia Oliviero Toscani,ho letto in quell’atteggiamento tutta l’umiltà e la modestia di un genio visionario,deliziosamente inconsapevole,come tutti i pregi migliori,del proprio talento.La sua mente elabora per associazioni,le suggerisci una location e dei temi e vede già immagini,racconta sogni,visioni oniriche che si tingono di colori pastello,sulle ali di cavalli bianchi.Progetta il mare come cornice per i propri shooting ma arriva la pioggia e lo sfondo diventa improvvisamente un paesaggio lunare.Il lavoro di Roberta verte su una continua ricerca sulla figura femminile,la bellezza e la fragilità della vita.

  • Com’è stato per te ricevere i complimenti del maestro(Oliviero Toscani)?E’ stata una di quelle cose che se me l’avessero raccontato non ci avrei mai creduto.Mostrargli il mio portfolio era già un privilegio ma riceverne i complimenti mi ha un pò scioccato.Lui è uno dei giganti della fotografia ed io mi sentivo infinitamente piccola.
  • Credi che in Italia ci sia ancora del maschilismo nel mondo della fotografia?Si ma non troppo,per fortuna conta la visione e lo stile prima del genere.Trovo anzi spesso vantaggi dall’essere donna perché i miei soggetti sono prettamente femminili e si crea una maggiore empatia nell’atto creativo.Inoltre essendo l’universo femminile ciò che m’interessa ho la sensibilità di capirne le varie sfaccettature.
  • Le tue opere sono un pò visionarie.Da cosa trai ispirazione?A volte penso che è come se dovessi comporre un puzzle e ci sono tasselli che mi servono per completarlo ed è per questo che la mia mente crea e trae ispirazione ,perché cerco i tasselli mancanti.L’ispirazione arriva dalla mia quotidianità e dai miei sogni,però a volte ci sono idee che mi vengono a bussare e io che devo fare?!
  • Come ti vedi tra 10 anni?La mia filosofia è Hic e nunc,quindi si vedrà!
  • 9959794

BOBBI BROWN NON MI SCAPPI…

BOBBI BROWN NON MI SCAPPI…

rossetto bobbi brown raisin

Se Maometto non va alla montagna,la montagna andrà da Maometto,cosi’ nonostante il colosso della cosmetica mondiale Bobbi Brown resti ancora off limits(pare volutamente)in Italia,sono andata a cercarlo io,a Parigi,nella suggestiva cornice delle Galeries Lafayette.Si Bobby,mi rivolgo a te,è una sfida ed io ti troverò!Ma facciamo un passo indietro…chi è Bobbi Brown?!E’ una linea di make up altamente professionale che nasce negli Stati Uniti ma che presto viene acquisito dal gruppo Estée Lauder(un pò come è accaduto per Mac).La filosofia del marchio predilige la tavolozza del vero make up artist,costituita dai colori della terra o per meglio  dire nude look,quindi difficilmente troverete tutti i colori dell’arcobaleno nei loro espositori.Nonostante vengano decantati,come prodotti top della gamma,i lipstick ed i correttori la mia scelta di souvenir(nel brevissimo tempo concessomi dal resto del gruppo in vacanza con me)è ricaduta su un rossetto della linea permanente.La scelta del colore,in verità,non è stata un’impresa facile considerando l’ampia gamma di nude esistenti che variano dal tono più rosato a quello più marroncino.In questo periodo,complice l’autunno,il mio indirizzo propendeva fin da subito per il marrone e dopo aver messo in ballottaggio il colore RAISIN e RUM RAISIN ho scelto il primo che tende ad un color mattoncino con sottotoni malva.Fin dalla prima stesura il rossetto è riuscito a non disattendere le mie altissime aspettative.Ha una texture consistente e corposa,si stende bene e colora pienamente le labbra fin dalla prima applicazione.La durata è davvero eccellente,rimane indelebile sulle labbra tutto il giorno ed ho persino preso un’aperitivo il giorno che l’ho trattato da cavia senza che lui abbandonasse le mie labbra o ne restasse uno sbiadito ricordo.Il finish è rigorosamente mat,ed ultimamente,fatta eccezione per le vernici da labbra,adoro i rossetti opachi.Tende un pò a seccare sulle labbra durante la giornata anche se,con mio sommo gaudio,ho realizzato che il primo ingrediente che affolla la lista degli inci è ricinus communis,quindi prezioso ed idratante olio di ricino.Il colore ricorda vagamente,per le appassionate di lipstick,Hot chocolate di Mac,una sorta di incrocio tra un nude ed un malva freddo.Sono davvero molto soddisfatta di questo mio primo acquisto,quindi Bobbi decidi:o vieni tu o torno a prenderti io.